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Congedo di Paternità: cos'è, come funziona e come richiederlo

papà felici con i figli

Il congedo di paternità rappresenta una tappa fondamentale nella vita lavorativa e familiare di un padre. In Italia, questa forma di assenza dal lavoro è stata introdotta per permettere ai padri di partecipare attivamente alla vita dei propri figli nei primi giorni di vita, contribuendo così a una maggiore equità nella distribuzione delle responsabilità genitoriali e favorendo l'instaurazione del legame padre-figlio. In questo articolo, analizzeremo in dettaglio cos'è il congedo di paternità, come funziona e come può essere richiesto.


Indice

Cos'è Congedo di Paternità

Il congedo di paternità è un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, della durata di dieci giorni lavorativi, estendibile a venti in caso di parto plurimo. Questa misura, prevista dall'articolo 27-bis del Testo Unico sulla maternità e paternità (d.lgs. 151/2001), è finalizzata a favorire una più equa ripartizione delle responsabilità genitoriali e a permettere una precoce instaurazione del legame tra padre e figlio.


A chi è Rivolto il Congedo di Paternità

Il congedo di paternità è rivolto ai padri lavoratori dipendenti, sia del settore privato che pubblico, inclusi quelli adottivi e affidatari. Sono esclusi i padri lavoratori autonomi e gli iscritti alla Gestione Separata.


Decorrenza e Durata

Il congedo può essere fruito due mesi prima della data presunta del parto e fino a cinque mesi successivi alla nascita, o all'ingresso in famiglia/Italia in caso di adozioni nazionali/internazionali o dall'affidamento. Inoltre, è compatibile con il congedo di maternità della madre lavoratrice, offrendo così flessibilità e supporto durante questo periodo cruciale.


Indennità e Benefici

Durante il periodo di congedo, ai padri viene garantita un’indennità giornaliera pari al 100% della loro retribuzione. Questo sostegno economico consente ai padri di assentarsi dal lavoro senza preoccupazioni finanziarie, favorendo un coinvolgimento attivo nella vita dei loro figli fin dai primi momenti.


Procedura di Richiesta del Congedo di Paternità

Requisiti

Per poter fruire del congedo di paternità, è necessario essere un lavoratore dipendente. La domanda deve essere presentata al datore di lavoro in forma scritta, almeno cinque giorni prima dell'inizio del congedo previsto, seguendo le condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione collettiva ove applicabile.


Come Fare Domanda

I lavoratori dipendenti del settore privato devono comunicare al datore di lavoro i giorni di congedo desiderati. È possibile, inoltre, presentare la domanda online all'INPS tramite il servizio dedicato, o attraverso enti di patronato e intermediari, garantendo così un processo di richiesta accessibile e gestibile.



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FAQ


Cos'è il congedo parentale?

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, disponibile per entrambi i genitori, volto a consentire loro di dedicarsi alla cura dei figli. A differenza del congedo di paternità, che è obbligatorio e specifico per i padri, il congedo parentale offre maggiore flessibilità e può essere utilizzato fino al compimento dei 12 anni di età del bambino, o fino ai 18 anni in caso di adozione.


Come si richiede il congedo parentale?

La richiesta di congedo parentale va inoltrata al proprio datore di lavoro e, parallelamente, all'INPS in via telematica. È necessario fornire un preavviso di almeno 5 giorni lavorativi prima dell'inizio del periodo di astensione desiderato. Per i lavoratori autonomi, i requisiti possono variare leggermente, ma la procedura rimane sostanzialmente la stessa, con la necessità di comunicazione alla gestione INPS di riferimento.


Qual è la durata massima del congedo parentale?

Per i genitori dipendenti, il congedo parentale può durare fino a un massimo di 10 mesi complessivi, da spartire tra entrambi. Se il padre utilizza almeno tre mesi di congedo, la durata totale può estendersi fino a 11 mesi. Per i genitori lavoratori autonomi, la durata massima è di 3 mesi.


Qual è la retribuzione prevista durante il congedo parentale?

Durante il congedo parentale, il genitore riceve un'indennità pari al 30% dello stipendio o del reddito, fatta eccezione per il primo mese di fruizione, durante il quale l'indennità può salire fino all'80%. Per i lavoratori autonomi, l'indennità si basa su una retribuzione convenzionale stabilita annualmente.


È possibile lavorare a orario ridotto durante il congedo parentale?

Sì, una delle opzioni flessibili del congedo parentale è la possibilità di lavorare a orario ridotto. Questa modalità consente ai genitori di continuare a lavorare, pur dedicando più tempo alla famiglia, favorendo un equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare.


Cosa succede ai diritti lavorativi durante il congedo parentale?

Durante il periodo di congedo parentale, il lavoratore mantiene tutti i diritti legati al rapporto di lavoro, compresa l'anzianità di servizio. Questo significa che, al ritorno dal congedo, il lavoratore può riprendere la propria posizione senza penalizzazioni.


È possibile fruire del congedo in modo frazionato?

Sì, il congedo può essere fruito in modo frazionato a giorni, ma non a ore.


Cosa succede in caso di parto plurimo?

La durata del congedo è aumentata a venti giorni lavorativi.


Il congedo di paternità è compatibile con altri tipi di congedo?

Sì, è compatibile con il congedo di maternità della madre e con altri tipi di congedo, purché non vengano fruiti negli stessi giorni.


Qual è la copertura economica durante il congedo?

Durante il congedo, il padre ha diritto a un’indennità pari al 100% della sua retribuzione.


Come si presenta la domanda per il congedo di paternità?

La domanda può essere presentata in forma scritta al datore di lavoro o online all'INPS, tramite il servizio dedicato.



Il congedo di paternità rappresenta un diritto importante per i padri lavoratori, offrendo loro l'opportunità di essere presenti nei momenti iniziali della vita dei propri figli, senza preoccupazioni economiche. Questa misura sottolinea l'importanza della condivisione delle responsabilità genitoriali e promuove un ambiente familiare e lavorativo più equo e inclusivo.



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