Bonus affitto studenti fuori sede 2026: detrazione IRPEF del 19%, requisiti e come inserirla nel 730

Se tuo figlio studia lontano da casa e paga un affitto, puoi recuperare fino a 500 euro l'anno nella dichiarazione dei redditi. Il bonus affitto studenti fuori sede è una detrazione IRPEF del 19% sul canone pagato, prevista dalla legge italiana per le famiglie — o per gli studenti stessi — che sostengono i costi di una sistemazione in un'altra città. In questa guida trovi chi può richiederla, quanto si recupera, quali contratti sono ammessi e come inserirla correttamente nel modello 730 2026.
Chi ha diritto al bonus affitto per studenti fuori sede?
La detrazione spetta allo studente universitario che vive in affitto in una città diversa da quella di residenza, oppure ai genitori che sostengono la spesa se il figlio è ancora fiscalmente a loro carico. Non è un contributo che si riceve in anticipo: è uno sconto sull'IRPEF che si calcola nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui si è pagato l'affitto.
Requisiti legati allo studente e all'università
Per avere diritto alla detrazione devono essere soddisfatti tutti questi criteri:
Lo studente è iscritto a un corso di laurea (triennale, magistrale o a ciclo unico) presso un ateneo situato in un comune diverso da quello di residenza.
La distanza tra il comune di residenza e la sede universitaria è di almeno 100 km, misurata su almeno una via di comunicazione disponibile (strada o ferrovia). Basta che una sola via superi la soglia.
Il comune di residenza dello studente e il comune dell'ateneo devono trovarsi in province diverse.
L'alloggio deve essere situato nello stesso comune dell'università o in uno limitrofo.
La detrazione si applica per tutta la durata legale del corso di studi più un anno aggiuntivo: per una laurea triennale (3 anni), si può chiedere per 4 anni; per una magistrale biennale, per 3 anni.
La detrazione non spetta se:
L'università è telematica.
Si tratta di master, dottorati o scuole di specializzazione (non sono corsi di laurea).
Lo studente riceve già un contributo pubblico all'alloggio — ad esempio una borsa di studio con sistemazione inclusa erogata dall'ente per il diritto allo studio.
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Quali contratti danno diritto alla detrazione?
Non tutte le sistemazioni sono ammissibili. Il contratto deve rientrare in una di queste categorie:
Contratti di locazione stipulati o rinnovati in base alla legge n. 431/1998 (sia canone libero che canone concordato).
Contratti a uso transitorio per studenti.
Contratti per singolo posto letto.
Sistemazioni presso enti per il diritto allo studio, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza scopo di lucro, cooperative.
Non danno diritto alla detrazione: sublocazioni, affitti in nero, accordi informali e contratti non registrati all'Agenzia delle Entrate. Se il contratto non è registrato, la spesa non è detraibile — indipendentemente da quanto si è pagato.
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Quanto si recupera? Importi e calcolo della detrazione
La detrazione vale il 19% del canone pagato nell'anno, calcolata su un importo massimo di 2.633 euro. Il risparmio fiscale massimo è quindi 500,27 euro (2.633 × 19%).
Due esempi pratici:
Affitto pagato nel 2025 | Importo detraibile | Detrazione IRPEF ottenuta |
5.000 euro | 2.633 euro (tetto massimo) | 500,27 euro |
1.500 euro | 1.500 euro (sotto il tetto) | 285 euro |
800 euro | 800 euro | 152 euro |
La detrazione si applica sull'IRPEF lorda dovuta. Se l'imposta è inferiore alla detrazione calcolata, la parte eccedente non viene rimborsata: va semplicemente persa. Per questo la detrazione è più utile quando chi la chiede ha una sufficiente imposta da pagare — i genitori con reddito medio-alto la sfruttano meglio di uno studente con reddito minimo.
Cosa cambia se il reddito supera i 75.000 euro
Dal periodo d'imposta 2025 è entrato in vigore un tetto globale sulle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Oltre quella soglia, il totale delle detrazioni spettanti viene ridotto secondo un meccanismo progressivo. Chi si trova in questa fascia di reddito deve verificare con attenzione — idealmente con il supporto di un CAF — se la detrazione per l'affitto del figlio rientra ancora interamente nei limiti disponibili.
Come si inserisce nel modello 730 2026?
La detrazione per studenti fuori sede va nel Quadro E, righi E8-E10, con il codice onere 18. Questo la distingue dalle detrazioni per inquilini ordinari, che usano il rigo E71: confondere i due righi è uno degli errori più frequenti nei 730 con spese universitarie, e può portare a rimborsi non corretti o a richieste di chiarimento da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Procedura passo per passo per il modello 730 2026:
Apri il Quadro E — Oneri e spese, Sezione I.
Vai ai righi E8-E10 (possono essere più d'uno per accogliere oneri diversi).
Nella colonna "tipo", inserisci il codice 18.
Nella colonna importo, inserisci il canone pagato nell'anno 2025 — fino al massimo di 2.633 euro.
Conserva la documentazione (non si allega al 730, ma deve essere disponibile in caso di controllo).
Chi usa il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 al posto del 730 deve indicare la spesa nei righi RP8-RP13, sempre con il codice 18. Il termine per il Modello Redditi PF 2026 è il 31 ottobre 2026.
Se lo studente è fiscalmente a carico dei genitori
Uno studente senza reddito — o con reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli under 24) — è fiscalmente a carico dei genitori. In questo caso:
La detrazione la chiede il genitore che ha effettivamente pagato l'affitto, inserendola nel proprio 730.
Se entrambi i genitori contribuiscono in misura uguale, la detrazione può essere suddivisa al 50% tra i due 730.
Se il figlio è già indicato tra i familiari a carico nel 730 del genitore, non serve fare altro: basta inserire la spesa con il codice corretto.
Lo studente che invece ha un reddito proprio — ad esempio da lavoro part-time — e non è più a carico, presenta la detrazione nel proprio 730 direttamente.
Documenti da conservare
Non si allegano al 730, ma devono essere disponibili per almeno cinque anni in caso di controllo:
Contratto di locazione registrato all'Agenzia delle Entrate.
Ricevute di pagamento del canone (bonifici o quietanze del locatore).
Certificato di iscrizione all'università (scaricabile dal portale studenti dell'ateneo, come ESSE3 o sistemi equivalenti).
Documento d'identità e codice fiscale dello studente.
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Bonus affitto studenti e altri bonus affitto: non si cumulano sullo stesso canone
Esistono diverse detrazioni per chi paga un affitto, ma non si sommano: devi scegliere quella più conveniente per la tua situazione. La detrazione studenti fuori sede è disciplinata da una norma diversa rispetto alle detrazioni per inquilini ordinari, e si inserisce in un rigo diverso del 730.
Studenti fuori sede | Detrazione ordinaria inquilini | Bonus affitto giovani under 31 | |
Chi può chiederla | Studenti (o genitori se a carico) | Inquilini con abitazione principale e reddito basso | Under 31, abitazione principale |
Beneficio massimo | 19% su max 2.633 € → 500 € | Fino a 300 € fissi | 20% su max 2.000 € → 400 € (primi 4 anni) |
Requisito principale | Università a 100 km + provincia diversa | Abitazione principale + reddito ≤ 15.493 € | Età < 31 anni, abitazione principale |
Rigo modello 730 | E8-E10 (codice 18) | E71 | E71 |
Se l'affitto dello studente è inferiore a circa 1.600 euro annui, vale la pena calcolare quale delle due misure applicabili è più conveniente nel caso specifico. Per affitti più alti, la detrazione studenti fuori sede è quasi sempre la scelta migliore.
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Domande frequenti
Mio figlio studia in un'altra provincia ma a meno di 100 km: ha diritto alla detrazione?
No. I requisiti sono entrambi necessari: la distanza deve essere di almeno 100 km su almeno una via di comunicazione disponibile, e il comune di residenza e quello dell'università devono essere in province diverse. Se la distanza è inferiore a 100 km anche solo su una delle vie disponibili, la detrazione non spetta.
Lo studente può detrarre l'affitto se studia all'estero?
Sì, a condizione che l'università straniera sia riconosciuta e che siano rispettati gli altri requisiti. L'Agenzia delle Entrate ha confermato l'applicabilità della detrazione anche per studenti iscritti ad atenei dell'Unione Europea, purché la distanza dal comune di residenza sia almeno quella prevista.
La detrazione vale anche per le università private?
Sì. Il carattere pubblico o privato dell'ateneo non influisce sul diritto alla detrazione, purché l'università sia riconosciuta dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR). L'unica categoria esclusa è quella delle università telematiche.
Il contratto è intestato al genitore ma chi paga l'affitto è lo studente: chi fa la detrazione?
Se lo studente non è fiscalmente a carico ed è lui a pagare l'affitto, può inserire la detrazione nel proprio 730 anche se il contratto è intestato al genitore, purché sia in grado di dimostrare i pagamenti effettivi (ad esempio con i bonifici). Se invece è a carico, la detrazione la fa sempre il genitore che ha sostenuto la spesa.
Le spese pagate per l'anno accademico 2025-2026 si detraggono nel 730 2026 o nel 2027?
Dipende da quando è stato pagato l'affitto. Le spese sostenute nel corso del 2025 si dichiarano nel 730 2026 (presentato nella primavera 2026). Le spese pagate nel 2026 — inclusa la seconda parte dell'anno accademico 2025-2026 — andranno invece nel 730 del 2027.
Ecco cosa fare ora
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Note normative
La detrazione per affitti di studenti universitari fuori sede è disciplinata dall'art. 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917). I contratti di locazione ammissibili sono individuati dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431. Le istruzioni operative per la compilazione del modello 730/2026 sono pubblicate dall'Agenzia delle Entrate con il relativo Provvedimento del Direttore. Il meccanismo di riduzione delle detrazioni per redditi complessivi superiori a 75.000 euro è stato introdotto dal D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 216, con efficacia dal periodo d'imposta 2025.
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