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Bonus trasporti pubblici figli a carico 2026: come funziona la detrazione nel 730

  • 41 minuti fa
  • Tempo di lettura: 7 min
trasporti

Se tuo figlio prende ogni giorno l'autobus, il tram o il treno regionale per andare a scuola, una parte di quella spesa puoi recuperarla nel modello 730. Il bonus trasporti pubblici figli a carico 2026 è una detrazione IRPEF del 19% che spetta ai genitori per gli abbonamenti ai mezzi pubblici locali, regionali e interregionali acquistati nell'interesse dei figli fiscalmente a carico. Il rimborso massimo è 47,50 euro per ogni figlio abbonato, ma ci sono regole precise su quali titoli di viaggio valgono, come si calcola in caso di più figli e cosa succede se hai usato un voucher o hai ricevuto un rimborso dal datore di lavoro. La scadenza per inserire queste spese nel modello 730/2026 è il 30 settembre 2026.



Chi può richiedere il bonus trasporti pubblici per i figli a carico?


Qualsiasi genitore che abbia pagato un abbonamento ai mezzi pubblici per un figlio fiscalmente a carico ha diritto alla detrazione, indipendentemente dall'età del figlio o dal tipo di scuola o università che frequenta.


Quando un figlio è considerato fiscalmente a carico?


Un figlio è fiscalmente a carico quando i suoi redditi annuali non superano 2.840,51 euro lordi. Per i figli di età inferiore ai 24 anni, questa soglia sale a 4.000 euro. Se il figlio rientra in questi limiti, tutte le spese che il genitore sostiene nel suo interesse — compreso l'abbonamento ai mezzi pubblici — possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi.


Il pagamento deve essere tracciabile


La detrazione è valida solo se l'abbonamento è stato pagato con strumenti tracciabili: carta di credito, carta di debito, bancomat, bonifico bancario o postale, app di pagamento elettronico. Un pagamento effettuato in contanti — anche solo parziale — comporta la perdita del diritto alla detrazione sulla quota pagata in contanti. Se metà dell'abbonamento è stato saldato con il bancomat e metà in contanti, la detrazione si applica solo alla metà tracciabile.


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Quanto vale il bonus e come si calcola con uno o più figli?


La detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, calcolata su un tetto massimo di 250 euro per ogni abbonamento. Il risparmio massimo ottenibile per ogni figlio abbonato è quindi 47,50 euro.


Come cambia la detrazione in base alla spesa


Se la spesa è inferiore a 250 euro, il 19% si applica sull'importo reale. Se supera i 250 euro, la parte eccedente non produce alcun beneficio fiscale.

Costo dell'abbonamento annuale

Importo detraibile

Detrazione ottenibile

100 €

100 €

19,00 €

180 €

180 €

34,20 €

250 €

250 €

47,50 €

400 €

250 € (tetto massimo)

47,50 €




Con due o più figli: il limite vale per ciascun figlio


Il tetto dei 250 euro si applica per ciascun abbonato — cioè per ciascun figlio che ha un abbonamento — non come limite cumulativo per l'intera famiglia. Una famiglia con due figli entrambi abbonati ai mezzi pubblici può quindi portare in detrazione fino a 250 euro per il primo figlio e fino a 250 euro per il secondo, separatamente.

Situazione familiare

Spesa effettiva

Importo detraibile

Detrazione totale

1 figlio, abbonamento da 180 €

180 €

180 €

34,20 €

1 figlio, abbonamento da 350 €

350 €

250 €

47,50 €

2 figli, abbonamenti da 200 € e 300 €

500 €

200 € + 250 € = 450 €

85,50 €

Genitore + 2 figli (300 €, 180 €, 320 €)

800 €

250 € + 180 € + 250 € = 680 €

129,20 €


Cosa succede se entrambi i genitori pagano l'abbonamento del figlio


Quando i due genitori dividono la spesa per l'abbonamento di un figlio — situazione comune in famiglie con figlio a carico al 50% per ciascun genitore — il limite dei 250 euro continua a valere per ciascun figlio. Ogni genitore può detrarre la quota di spesa che ha effettivamente sostenuto, nel rispetto di quel tetto.


Esempio pratico: famiglia con due figlie, entrambe a carico al 50% di ciascun genitore.

  • Prima figlia: abbonamento annuale da 280 € → tetto applicato a 250 € → 125 € per ciascun genitore

  • Seconda figlia: abbonamento annuale da 500 € → tetto applicato a 250 € → 125 € per ciascun genitore

  • Totale per ciascun genitore: 125 + 125 = 250 € detraibili → detrazione 47,50 € ciascuno



Quali abbonamenti rientrano nel bonus e quali sono esclusi?


Non tutti i titoli di viaggio danno diritto alla detrazione. La distinzione fondamentale è tra abbonamenti — che consentono un utilizzo continuativo del servizio per un determinato periodo — e titoli occasionali, che ne rimangono esclusi.


Abbonamenti e mezzi che danno diritto alla detrazione


Rientrano nel bonus:

  • abbonamenti settimanali

  • abbonamenti mensili

  • abbonamenti annuali

  • abbonamenti agevolati per studenti, lavoratori o altre categorie

I mezzi coperti sono quelli del trasporto pubblico locale, regionale e interregionale: autobus urbani ed extraurbani, tram, metropolitana, treni regionali e interregionali (come i treni Trenitalia Regionale, Trenord e simili).


Cosa rimane escluso


Non rientrano nel bonus:

  • biglietti singoli

  • biglietti giornalieri

  • carnet di corse

  • treni ad alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Italo)

  • voli aerei

  • qualsiasi titolo di viaggio occasionale o non continuativo


E se è stato usato un voucher o un bonus regionale?


In alcune regioni sono stati erogati voucher o contributi pubblici per l'acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici. In questo caso, la detrazione del 19% si applica solo sulla quota pagata di tasca propria: la parte coperta dal voucher non è detraibile. Tentare di detrarre l'intero importo nominale dell'abbonamento costituirebbe una dichiarazione non corretta.


Hai usato un voucher regionale per l'abbonamento di tuo figlio e non sai come inserirlo correttamente nel 730? Con PersonalCAF di GruppoPiù compili la dichiarazione online senza rischiare errori su dati delicati come questi.



Come inserire il bonus trasporti nel modello 730/2026


Le spese per gli abbonamenti ai trasporti pubblici — sia proprie che quelle sostenute per i figli a carico — vanno inserite nel Quadro E del 730/2026, Sezione I, nei righi E8-E10.


Come compilare il Quadro E


La compilazione prevede due passaggi:

  1. Nella colonna "Codice spesa" scrivi il codice 40

  2. Nella colonna dell'importo inserisci la spesa effettivamente sostenuta, rispettando il tetto massimo di 250 euro per ciascun abbonato



Se usi il 730 precompilato


Chi utilizza il modello 730 precompilato troverà spesso queste spese già inserite, grazie ai dati trasmessi dagli enti di trasporto all'Agenzia delle Entrate. Prima di inviare, è comunque consigliabile verificare che gli importi corrispondano a quanto effettivamente pagato, soprattutto se sono stati usati voucher o rimborsi parziali.


Attenzione al rimborso del datore di lavoro


Se il datore di lavoro ha rimborsato in tutto o in parte il costo dell'abbonamento (dato che compare nella Certificazione Unica 2026), quella quota non è detraibile: si può portare in detrazione solo ciò che è rimasto effettivamente a carico del lavoratore.


Checklist documenti da conservare


In caso di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate, è necessario dimostrare sia l'acquisto dell'abbonamento sia la tracciabilità del pagamento. Tieni a portata di mano:


Per l'acquisto:

  • ricevuta di pagamento emessa dalla società di trasporto

  • titolo di viaggio (cartaceo o digitale) intestato al figlio


Per la tracciabilità:

  • estratto conto bancario o ricevuta POS che mostra la transazione

  • qualsiasi prova che dimostri che il pagamento non è avvenuto in contanti



Domande frequenti sul bonus trasporti pubblici figli a carico 2026


Il bonus vale anche per un figlio fuori sede all'università?


Sì. La detrazione si applica anche per abbonamenti universitari, compresi quelli di studenti che si spostano nella città dove studiano. L'unico requisito è che il figlio risulti fiscalmente a carico del genitore secondo i limiti di reddito previsti.


Posso detrarre un figlio che ha sia l'abbonamento all'autobus che al treno regionale?


Sì, ma le spese per tutti gli abbonamenti del figlio si sommano, con un tetto complessivo di 250 euro per quel figlio. Non si tratta di 250 euro per tipo di mezzo: è 250 euro in totale per tutto il trasporto pubblico di quel figlio.


Con reddito superiore a 75.000 euro si perde la detrazione?


Non si perde del tutto, ma si riduce. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, le detrazioni IRPEF del 19% — inclusa quella per gli abbonamenti ai trasporti — vengono ridotte proporzionalmente, tenendo conto sia del reddito che del numero dei figli fiscalmente a carico. Chi si trova in questa fascia dovrebbe verificare l'importo effettivamente spettante nel proprio caso.


La detrazione può essere divisa tra i due genitori?


Sì. Se entrambi i genitori concorrono alla spesa per l'abbonamento del figlio, ciascuno può detrarre la quota effettivamente sostenuta. Il tetto dei 250 euro si applica per ciascun figlio: i due genitori si dividono la detrazione su quella base.


Qual è la scadenza per presentare il 730/2026?


Il modello 730/2026, che include le spese sostenute nel 2025, deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. Chi sceglie invece il Modello Redditi Persone Fisiche ha tempo fino al 31 ottobre 2026.



Cosa puoi fare ora


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Note normative

¹ La detrazione per gli abbonamenti ai trasporti pubblici è disciplinata dall'art. 15, comma 1, lettera i-decies), e comma 2 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), in vigore dal 2018.² I requisiti per la qualifica di familiare fiscalmente a carico sono indicati dall'art. 12 del TUIR.³ Le nuove limitazioni alle detrazioni per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro si applicano a partire dal periodo d'imposta 2025 (modello 730/2026).


Questo contenuto è stato elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ogni articolo viene revisionato, verificato e approvato dal team editoriale di GruppoPiù prima della pubblicazione.

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