Detrazioni per i familiari a carico 2026: chi può ottenerle, importi e nuove regole
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Se hai un figlio, un genitore convivente o un coniuge che dipende economicamente da te, potresti avere diritto a pagare meno IRPEF nella dichiarazione dei redditi. Le detrazioni per i familiari a carico ti permettono di recuperare una parte delle imposte, ma le regole sono cambiate — e nel 2026 ci sono soglie di reddito e limiti di età precisi da rispettare, anche per effetto delle modifiche introdotte a fine 2025. Questa guida ti spiega chi può ottenere la detrazione, quanto vale per ogni tipo di familiare e come inserirla correttamente nel modello 730.
Chi è considerato familiare a carico nel 2026?
Un familiare è "a carico" quando guadagna meno di una certa soglia annua — e, nel caso dei figli, quando ha anche l'età giusta. Non tutti i parenti rientrano in questa definizione: le detrazioni dirette spettano solo per figli, coniuge, genitori, nonni e bisnonni. Fratelli, sorelle, suoceri e altri parenti seguono regole diverse.
I figli a carico: i limiti di età e di reddito
Per i figli vale una distinzione che molti non conoscono: fino a 21 anni, l'INPS già eroga l'Assegno Unico e Universale, che copre il sostegno economico per quella fascia d'età. La detrazione fiscale diretta entra quindi in gioco solo dai 21 anni in su — e vale fino ai 29 anni e 11 mesi. Dal compimento dei 30 anni, il figlio non dà più diritto a nessuna detrazione per il genitore, indipendentemente dal reddito che ha.
Fanno eccezione i figli con disabilità accertata: per loro non esiste limite di età.
Sul fronte del reddito, le soglie dipendono dall'età del figlio:
Fino a 23 anni e 11 mesi: il figlio può guadagnare fino a 4.000 euro annui e restare a carico
Dai 24 anni fino ai 29 anni e 11 mesi: il limite scende a 2.840,51 euro annui
Se il reddito del figlio supera queste soglie — anche di poco — smette di essere considerato fiscalmente a carico.
Sono considerati "figli" ai fini della detrazione: i figli biologici, quelli adottati o in affido, e i figli del coniuge deceduto che convivono con il coniuge superstite.
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Il coniuge a carico
Il coniuge (o il partner in unione civile) è a carico quando il suo reddito annuo non supera 2.840,51 euro. Non è richiesta la convivenza, ma è necessario che il matrimonio o l'unione civile sia in essere. In caso di separazione o divorzio, il coniuge non è più fiscalmente a carico.
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Genitori, nonni e bisnonni
Per questa categoria la regola è più semplice: devono convivere con chi richiede la detrazione e avere un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro. Se non convivono, non è possibile indicarli come familiari a carico, nemmeno se li si mantiene economicamente.
Una precisazione importante su fratelli, sorelle, suoceri e altri parenti: queste figure non rientrano tra i familiari a carico per la detrazione diretta. Tuttavia è ancora possibile portare in detrazione le spese sostenute per loro — spese mediche, universitarie, assicurative — secondo le regole generali sulle detrazioni. Due cose distinte, da non confondere.
Quanto vale la detrazione? Importi 2026 per ogni tipo di familiare
L'importo della detrazione non è fisso per tutti: dipende dal reddito complessivo di chi fa la dichiarazione. Chi guadagna di meno ottiene una detrazione più alta; chi guadagna di più riceve meno — fino ad azzerarsi oltre certe soglie. Esistono tre fasce di importo: una per i figli, una per il coniuge, una per i genitori e gli altri parenti.
La detrazione per i figli — importi indicativi per fascia di reddito
L'importo massimo teorico è 950 euro annui per figlio. Nella pratica, l'importo si riduce man mano che il reddito del genitore sale. Di seguito una tabella orientativa per un singolo figlio:
Reddito annuo lordo del genitore | Detrazione indicativa per un figlio |
20.000 euro | circa 750 euro |
30.000 euro | circa 650 euro |
40.000 euro | circa 550 euro |
60.000 euro | circa 350 euro |
80.000 euro | circa 150 euro |
oltre 95.000 euro | 0 euro |
Se hai due o più figli a carico, la soglia di azzeramento aumenta di 15.000 euro per ogni figlio aggiuntivo: con due figli, la detrazione si azzera oltre i 110.000 euro; con tre, oltre i 125.000 euro — e così via.
Se entrambi i genitori inseriscono lo stesso figlio, la detrazione si divide al 50%: ciascuno riceve la metà dell'importo che gli spetterebbe da solo. Non è possibile scegliere percentuali diverse (es. 70%-30%) salvo situazioni particolari.
La detrazione per il coniuge a carico
L'importo massimo per il coniuge a carico è 800 euro annui. Come per i figli, la cifra effettiva dipende dal reddito: sale quando il reddito è basso e scende man mano che aumenta.
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La detrazione per genitori, nonni e bisnonni
Per i genitori e gli altri parenti conviventi a carico, l'importo di partenza è 750 euro annui. La detrazione si azzera per chi ha un reddito complessivo superiore a 80.000 euro — una soglia più bassa rispetto a quella prevista per i figli (95.000 euro).
Come si indica il familiare a carico nel modello 730 2026
I familiari a carico vanno inseriti in una sezione specifica del modello 730, prima ancora di compilare i propri redditi. Per ogni familiare bisogna indicare: il codice fiscale, il tipo di rapporto (figlio, coniuge, genitore ecc.) e la percentuale di detrazione richiesta (100% se si è l'unico genitore a farlo, 50% se anche l'altro genitore lo inserisce nella propria dichiarazione).
Checklist dei documenti da avere a portata di mano
Prima di compilare questa sezione del 730, assicurati di avere:
Codice fiscale del familiare da indicare a carico
Reddito complessivo del familiare nell'anno d'imposta (si ricava dalla sua Certificazione Unica)
Per i figli: data di nascita (per verificare il rispetto dei limiti di età)
Per i figli con disabilità: documentazione di disabilità accertata rilasciata dalla commissione medica competente
In caso di separazione: accordo o sentenza che stabilisce come vengono ripartite le detrazioni sui figli
Cosa fare se entrambi i genitori vogliono inserire lo stesso figlio
Entrambi possono farlo. La procedura è semplice:
Ciascun genitore indica il 50% nella casella "percentuale" del 730
Ognuno riceve la metà della detrazione calcolata sul proprio reddito
I due importi sono diversi perché si basano su redditi diversi
Non è necessario coordinarsi con il fisco: basta che entrambi indichino il 50%
Se uno dei due genitori non ha redditi sufficienti per usufruire della sua parte, può cedere l'intera detrazione all'altro genitore — ma questo va fatto consapevolmente e indicato nella dichiarazione.
Il caso dei genitori separati o divorziati
In caso di separazione, le regole sulla ripartizione della detrazione per i figli sono diverse rispetto alla coppia convivente. Possono essere stabilite dall'accordo di separazione o dalla sentenza del giudice, e variano anche in base a come viene attribuito l'affidamento. Se ti trovi in questa situazione, consulta l'approfondimento dedicato ai genitori separati sul nostro blog.
Domande frequenti sulle detrazioni per familiari a carico 2026
Mio figlio ha 30 anni e non lavora: posso tenerlo a carico?
No. Dal compimento dei 30 anni il figlio non dà più diritto alla detrazione fiscale per il genitore, anche se è disoccupato o ha un reddito zero. L'unica eccezione è la disabilità accertata: per i figli con disabilità non esiste limite di età.
Posso portare a carico mia madre se non vive con me?
No. Per genitori, nonni e bisnonni la convivenza è un requisito obbligatorio. Se tua madre non vive con te, non può essere indicata come familiare a carico, anche se la mantieni tu.
Mio figlio lavora part-time: rientra nelle soglie di reddito?
Dipende da quanto guadagna. Fino a 23 anni e 11 mesi può avere fino a 4.000 euro annui lordi; dai 24 anni in poi il limite è 2.840,51 euro. Se il suo stipendio part-time supera queste cifre — anche di poco — non è più considerato fiscalmente a carico.
Posso detrarre le spese mediche di mia sorella anche se non è a carico?
Sì. Fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore e nipoti non rientrano tra i familiari a carico diretti (non puoi richiedere la detrazione per il loro "mantenimento"), ma puoi portare in detrazione le spese che hai sostenuto per loro — mediche, universitarie, assicurative — seguendo le regole ordinarie sulle detrazioni per spese.
Cosa cambia nel 2026 rispetto alle regole precedenti?
Le principali novità arrivano dalle modifiche introdotte a fine 2025: il limite di età per i figli è fissato definitivamente a 29 anni e 11 mesi (i figli dai 30 anni in su non danno più diritto a nessuna detrazione), mentre i limiti di reddito restano invariati — 2.840,51 euro in generale, 4.000 euro per i figli under 24.
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Note normative: le regole sulle detrazioni per i familiari a carico sono disciplinate dall'art. 12 del TUIR (DPR 917/1986). Le modifiche in vigore nel 2026 derivano dalla Legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal D.Lgs. 18 dicembre 2025 n. 192. Gli importi indicati nella tabella sono calcolati in via orientativa sulla base della formula proporzionale prevista dall'art. 12, comma 1, lett. c) TUIR. Per situazioni specifiche (figli con disabilità, genitori separati, più figli) si raccomanda di verificare con un consulente fiscale o con i nostri operatori CAF.
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