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Bonus affitto genitori separati 2026: come funziona, a chi spetta e quando fare domanda

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 8 min
genitori

La Legge di Bilancio 2026 ha istituito un fondo specifico per sostenere economicamente il genitore che, in seguito a separazione o divorzio, è costretto ad abbandonare la residenza familiare e a sostenere le spese di una nuova locazione. Il bonus affitto per genitori separati 2026 è un contributo diretto compreso tra 400 e 500 euro mensili, erogabile per un massimo di dodici mesi consecutivi.


Si tratta di un trasferimento monetario diretto — non di una detrazione fiscale — che permette di ricevere liquidità immediata per coprire parzialmente il canone mensile del nuovo contratto di affitto. La misura è finanziata con 60 milioni di euro ripartiti su tre anni (20 milioni annui per il triennio 2026-2028) e, secondo le stime del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), raggiungerà una platea potenziale di circa 15.000 persone su tutto il territorio nazionale.



Chi può richiedere il bonus affitto 2026: requisiti e condizioni


Il bonus spetta al genitore separato o divorziato che, in seguito a provvedimento del giudice, ha perso la disponibilità dell'abitazione familiare ed è titolare di un nuovo contratto di locazione. Non si tratta di un beneficio legato al genere: la norma è neutra, ma nella pratica interessa prevalentemente i padri, poiché l'assegnazione della casa familiare viene disposta dai tribunali quasi sempre a favore del genitore collocatario prevalente dei figli.


Per accedere al fondo ministeriale è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:

  • Essere genitore non assegnatario dell'abitazione familiare in seguito a separazione legale o divorzio pronunciati da un giudice

  • Avere figli a carico fiscale che non abbiano ancora compiuto 21 anni al momento della presentazione della domanda

  • Essere titolare di un nuovo contratto di locazione registrato presso l'Agenzia delle Entrate

  • Possedere un'attestazione ISEE in corso di validità entro la soglia reddituale che verrà definita dai decreti attuativi

  • Essere in regola con il versamento dell'assegno di mantenimento, se disposto dal tribunale

  • Non avere procedimenti penali ostativi


La misura non è accessibile a chi non ha figli fiscalmente a carico: in assenza di prole dipendente sotto i 21 anni, il genitore uscente non matura alcun diritto di accesso al fondo.


Cosa significa "genitore non assegnatario" e perché è il soggetto tutelato


Il genitore non assegnatario è colui che, pur essendo spesso comproprietario dell'immobile o cointestatario del mutuo, è tenuto per provvedimento giudiziario ad abbandonare la dimora storica e a trovare un nuovo alloggio. Questo soggetto si trova a sostenere un doppio carico finanziario immediato: la propria quota del mutuo preesistente, l'eventuale assegno di mantenimento verso l'ex coniuge o verso i figli, e il canone del nuovo affitto. Il legislatore interviene su questo squilibrio riconoscendo che l'estromissione dal godimento materiale dell'immobile genera un danno economico rapido e concreto, che si manifesta anche nelle spese di trasloco, nella caparra confirmatoria necessaria per bloccare un nuovo alloggio e nella frequente riduzione improvvisa della capacità reddituale disponibile.


Il vincolo dei figli a carico fino a 21 anni: cosa cambia rispetto al passato


Il limite anagrafico dei 21 anni recepisce l'evoluzione della giurisprudenza civile italiana in materia di responsabilità genitoriale, che ha progressivamente esteso il dovere di mantenimento oltre la maggiore età, fino al raggiungimento dell'indipendenza economica del figlio. La condizione richiesta non è soltanto anagrafica: al momento della domanda deve sussistere il requisito del carico fiscale, ovvero il figlio deve risultare ancora a carico del genitore ai fini IRPEF. In assenza di questo presupposto, anche se il figlio non ha ancora compiuto 21 anni, la domanda non può essere accolta.



Quale ISEE serve e come prepararlo per il bonus affitto genitori separati 2026


L'attestazione ISEE è il filtro principale per accedere al fondo ministeriale. I decreti attuativi — ancora in corso di elaborazione da parte del MIT di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) — stabiliranno la soglia esatta di reddito entro cui rientrare. Nel frattempo, chi intende candidarsi deve sapere che l'ISEE presentato dovrà essere aggiornato all'anno in corso e in corso di validità al momento dell'apertura dello sportello.


Per il genitore separato, il calcolo ISEE avviene sul nuovo nucleo familiare, composto dal richiedente e dai figli fiscalmente a carico che risiedono con lui. Questo aspetto è rilevante: se i figli risultano residenti presso l'ex coniuge assegnatario, la composizione del nucleo ISEE cambia e può incidere significativamente sul valore dell'indicatore.


Se non hai ancora calcolato il tuo ISEE per il 2026 o hai dubbi sulla composizione del nucleo familiare dopo la separazione, il servizio online PersonalCAF di GruppoPiù ti permette di farlo in modo semplice e guidato: carichi i documenti, il nostro team verifica tutto e ricevi l'attestazione sul tuo profilo PersonalCAF.


Documenti ISEE necessari dopo una separazione: checklist operativa


La compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) dopo una separazione richiede attenzione particolare perché alcune voci cambiano rispetto alla situazione precedente. Ecco i documenti principali da preparare:

  • Documento d'identità in corso di validità e codice fiscale del richiedente

  • Codici fiscali di tutti i componenti del nuovo nucleo familiare

  • CU (Certificazione Unica) o ultima dichiarazione dei redditi presentata

  • Saldi e giacenze medie dei conti correnti al 31 dicembre dell'anno precedente (inclusi eventuali conti cointestati)

  • Documentazione relativa a immobili di proprietà (anche quello in cui non si risiede più)

  • Provvedimento di separazione o divorzio, per documentare la nuova composizione del nucleo

  • Contratto di locazione del nuovo alloggio


Il valore catastale dell'immobile familiare, anche se non più occupato, può continuare a pesare sull'ISEE se il richiedente ne è comproprietario: è uno degli aspetti più delicati su cui è opportuno farsi assistere da un CAF.



Come fare domanda: procedura, documenti e tempistiche


La procedura per presentare la domanda per il bonus affitto genitori separati 2026 non è ancora attiva. La Legge di Bilancio 2026 ha definito la cornice normativa generale, ma le regole operative — finestre temporali, modalità di accesso, ordine di presentazione delle istanze — sono delegate ai decreti attuativi del MIT, attualmente in fase di elaborazione.


Sulla base delle indicazioni normative disponibili, la domanda avverrà per canali telematici attraverso il portale istituzionale dell'INPS, con accesso tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS). Le previsioni indicano l'attivazione di una procedura a sportello o di un click day nei mesi successivi alla pubblicazione dei decreti ministeriali.


Documenti da preparare in anticipo per la domanda


Poiché le risorse del fondo sono predefinite e verranno assegnate con ogni probabilità fino all'esaurimento, prepararsi prima dell'apertura dello sportello è una scelta strategica. Ecco la documentazione da avere pronta:

  • Credenziali SPID, CIE o CNS attive per l'accesso ai servizi INPS

  • Copia conforme del provvedimento di separazione o divorzio emesso dal tribunale

  • Attestazione ISEE in corso di validità, aggiornata al 2026

  • Copia del contratto di locazione registrato presso l'Agenzia delle Entrate

  • Dati bancari (IBAN) per l'accredito del contributo


GruppoPiù può assisterti nella raccolta e nella verifica di tutta la documentazione, inclusa la predisposizione dell'ISEE per il nuovo nucleo familiare. Accedi al servizio tramite PersonalCAF e prenota una consulenza prima che i decreti attuativi rendano operativa la misura.


Quanto dura il contributo e si può rinnovare


Il sostegno ha durata massima di dodici mesi consecutivi. La normativa attuale non prevede esplicitamente la rinnovabilità al termine dei 12 mesi: è uno dei punti che i decreti attuativi dovranno chiarire. Il fondo è disponibile per il triennio 2026-2028, il che lascia aperta la possibilità teorica di ulteriori erogazioni negli anni successivi, ma non garantisce automaticamente il rinnovo per lo stesso beneficiario.



Bonus affitto 2026 vs vecchio bonus 800 euro: le differenze che devi conoscere


Esiste una misura precedente — il cosiddetto bonus da 800 euro per genitori separati — con cui il nuovo contributo viene spesso confuso. Si trattava di una prestazione emergenziale dell'INPS, introdotta durante la pandemia da Covid-19, finalizzata a garantire la continuità dell'assegno di mantenimento per i figli nei casi in cui il coniuge obbligato avesse sospeso o ridotto l'attività lavorativa tra l'8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022. I termini per presentare domanda di quel vecchio bonus sono scaduti il 31 marzo 2024: quella misura è definitivamente chiusa e non è in alcun modo riattivabile.


Le differenze rispetto al nuovo bonus abitativo 2026 sono sostanziali:

Caratteristica

Vecchio bonus 800€ (pandemico)

Nuovo bonus affitto 2026

Finalità

Integrare assegno mantenimento non ricevuto

Sostenere il canone del nuovo alloggio

Natura

Misura emergenziale Covid

Intervento strutturale (triennale)

Stato

Definitivamente chiuso dal 31/03/2024

In attivazione (decreti attuativi in corso)

Importo

Fino a 800 €

Tra 400 e 500 € mensili

Requisito figli

Minorenni o maggiorenni con L. 104/1992

A carico fiscale fino a 21 anni

Limite reddito

8.174 € IRPEF (anni pandemici)

Soglia ISEE da definire con decreti attuativi

Chi ha già beneficiato del vecchio bonus pandemico non ha alcun vantaggio automatico nell'accesso al nuovo fondo: si tratta di due misure distinte, con presupposti normativi diversi.



Domande frequenti sul bonus affitto genitori separati 2026


Il bonus affitto 2026 spetta anche alle madri separate?

Sì. La misura è formalmente neutrale dal punto di vista del genere: spetta al genitore che, in seguito al provvedimento del giudice, ha perso la disponibilità dell'abitazione familiare ed è titolare di un nuovo contratto di locazione. Nella pratica statistica l'assegnazione della casa familiare avviene quasi sempre a favore del genitore collocatario prevalente dei figli, ruolo ricoperto nella maggioranza dei casi dalla madre. Ma se è la madre ad abbandonare la residenza familiare su disposizione del tribunale, ha pieno diritto di accedere al bonus in presenza degli altri requisiti.


Posso fare domanda se mi sono separato in modo consensuale e senza intervento del giudice?


No, nella formulazione attuale. La normativa richiede un provvedimento formale del giudice che disponga la non assegnazione dell'abitazione familiare al richiedente. Le separazioni consensuali omologate dal tribunale rientrano nel perimetro della misura; le situazioni di fatto senza omologazione giudiziaria non risultano coperte dalla norma. I decreti attuativi potranno eventualmente chiarire o ampliare questo punto.


Il bonus si cumula con l'Assegno Unico Universale o con l'Assegno di Inclusione?


La questione della cumulabilità non è ancora definita. La Legge di Bilancio 2026 non stabilisce esplicitamente se il bonus affitto sia cumulabile con l'Assegno Unico Universale o con l'Assegno di Inclusione (che già include una quota per il canone di locazione). Saranno i decreti attuativi del MIT e del MEF a chiarire le intersezioni tra queste misure ed evitare sovrapposizioni. Si consiglia di aggiornare la propria posizione con un CAF prima dell'apertura delle domande.


Se ho figli maggiorenni ma ancora a mio carico fiscale, ho diritto al bonus?


Sì, purché i figli non abbiano ancora compiuto 21 anni al momento della presentazione della domanda e risultino ancora a carico fiscale ai fini IRPEF. Il limite dei 21 anni è anagrafico, non legato alla maggiore età: un figlio di 19 anni che frequenta ancora l'università e non ha redditi propri può continuare a essere fiscalmente a carico del genitore e quindi rientrare nel requisito. Se il figlio ha già compiuto 21 anni, anche se ancora a carico, il requisito non è soddisfatto.


Quando apre la domanda del bonus affitto per genitori separati 2026?


Le tempistiche sono ancora incerte e dipendono dalla pubblicazione dei decreti attuativi da parte del MIT di concerto con il MEF. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato i fondi, ma le regole operative — incluse le date di apertura degli sportelli — non sono ancora definite. Le previsioni indicano un'attivazione nei mesi successivi all'emanazione dei decreti. Tenersi aggiornati tramite il sito istituzionale dell'INPS e dei CAF è la strada più affidabile per non perdere la finestra temporale di presentazione.



Cosa puoi fare ora

Se stai attraversando una separazione o hai già concluso l'iter giudiziario, ci sono due azioni concrete che puoi fare da subito per arrivare preparato quando il bonus aprirà le domande:


✅ Calcola o aggiorna il tuo ISEE per il 2026 con GruppoPiù

Dopo una separazione la composizione del nucleo familiare cambia e l'ISEE deve riflettere la nuova situazione. Farlo in anticipo ti permette di avere l'attestazione già pronta e in corso di validità quando lo sportello INPS aprirà. Accedi al servizio online su PersonalCAF: carichi i documenti, il nostro team verifica e calcola tutto.


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per ricevere l'aggiornamento diretto appena i decreti attuativi saranno pubblicati e la domanda del bonus diventerà operativa. Le risorse del fondo saranno limitate — chi è pronto prima ha più possibilità di accedervi.

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