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Bonus in scadenza a dicembre 2026: l'elenco completo e cosa cambia dal 1° gennaio

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famiglia

Il 31 dicembre 2026 è la data di scadenza di alcune tra le agevolazioni fiscali più rilevanti degli ultimi anni. I bonus in scadenza a dicembre 2026 riguardano tre grandi aree: la casa, con detrazioni ancora al 50% che scenderanno dal 2027; le lavoratrici madri, con un contributo INPS che potrebbe cambiare forma; chi ha ricevuto aumenti di stipendio grazie a rinnovi contrattuali firmati negli ultimi anni. Se la prossima Legge di Bilancio non le rinnova espressamente, queste misure spariscono o si riducono dal 1° gennaio. Questa guida le elenca tutte, spiega quanto vale ognuna e indica cosa conviene fare adesso.



Quali bonus scadono il 31 dicembre 2026? La panoramica completa


Al 31 dicembre 2026 scadono sette agevolazioni raggruppabili in quattro categorie: i bonus edilizi sulla casa, il contributo mensile INPS per le mamme lavoratrici, l'esonero contributivo totale per le madri con tre figli e la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti derivanti da rinnovi contrattuali. Ognuna ha un diverso importo, destinatari specifici e, soprattutto, una scadenza operativa su cui agire ora.


Agevolazione

Beneficio

Destinatari

Bonus ristrutturazione

50% (prima casa) / 36% (altre) su max 96.000 €

Proprietari di immobili

Ecobonus

Fino al 65% su interventi energetici

Proprietari di immobili

Sismabonus

Dal 70% all'85%

Proprietari in zone sismiche 1, 2 e 3

Bonus mobili

50% su max 5.000 € di spesa

Chi ha avviato una ristrutturazione

Bonus mamme (contributo INPS)

60 €/mese, max 720 €/anno

Madri lavoratrici con 2+ figli, reddito ≤ 40.000 €

Esonero contributivo totale

Fino a 3.000 €/anno

Madri con 3+ figli a tempo indeterminato

Tassazione agevolata aumenti contrattuali

Imposta sostitutiva al 5%

Dipendenti con rinnovi firmati tra gennaio 2024 e dicembre 2026

Dal 1° gennaio 2027, in assenza di proroga, le detrazioni sulla casa si ridurranno: la prima casa passerà dal 50% al 36%, le seconde case dal 36% al 30%. I benefici per le lavoratrici madri cambieranno struttura o importo. La tassazione agevolata sugli aumenti contrattuali potrebbe non applicarsi ai nuovi rinnovi del 2027. I premi di produttività, a differenza degli aumenti da rinnovi, sono già confermati anche per il prossimo anno.



I bonus sulla casa in scadenza a dicembre 2026: detrazioni ancora alte, ma solo per pochi mesi


Il 31 dicembre 2026 è la data spartiacque: da quel momento le detrazioni fiscali sulla casa si ridurranno per tutti. Chi ha lavori in programma deve sapere che non conta quando i lavori vengono completati, ma quando vengono pagate le fatture. Le spese sostenute entro il 31 dicembre beneficiano delle aliquote 2026; quelle pagate dal 1° gennaio 2027 seguono le nuove percentuali ridotte.


Bonus ristrutturazione 2026: detrazione al 50% sulla prima casa, ancora per pochi mesi


Fino al 31 dicembre 2026 continuerà ad applicarsi l'aliquota del 50% per gli interventi sulle abitazioni principali, mentre per gli altri immobili resta in vigore la percentuale ridotta del 36%. Le detrazioni per bonus ristrutturazioni ed ecobonus saranno ripartite in dieci rate annuali di pari importo.

Dal 2027 le percentuali scenderanno al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. In termini pratici: su 40.000 euro di lavori sulla prima casa, la detrazione totale passa da 20.000 euro (50%) a 14.400 euro (36%) — oltre 5.500 euro in meno, da recuperare in dieci anni.


I lavori ammessi comprendono: rifacimento di impianti elettrici, idraulici e a gas; sostituzione di pavimenti e infissi; rinnovo dei bagni; lavori sulle parti comuni del condominio; modifica della planimetria interna; abbattimento delle barriere architettoniche (ora assorbito nel bonus ristrutturazione). Tutti i pagamenti devono avvenire tramite bonifico "parlante" con la causale che cita la norma di riferimento — i pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.

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Ecobonus 2026: fino al 65% sugli interventi di risparmio energetico


Restano invariati anche i tetti di spesa: l'Ecobonus prevede massimali differenziati in base alla tipologia di intervento, dalla riqualificazione energetica complessiva alla sostituzione degli impianti di climatizzazione.

L'ecobonus copre gli interventi che migliorano le prestazioni energetiche di un immobile esistente: sostituzione della caldaia a condensazione con impianti non a gas, installazione di pannelli solari termici, miglioramento dell'isolamento termico (cappotto esterno, sostituzione di infissi a fini energetici). Le aliquote variano in base all'intervento e arrivano fino al 65% per la riqualificazione energetica complessiva.


Attenzione: le nuove caldaie alimentate solo a combustibili fossili sono escluse dall'ecobonus dal 2025, in applicazione delle norme europee sull'efficienza energetica. Per le spese che rientrano nell'ecobonus, oltre al bonifico parlante, va inviata la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dal collaudo dei lavori.


Sismabonus 2026: detrazioni fino all'85% nelle zone sismiche


Confermata anche la struttura del sismabonus, che mantiene le stesse aliquote ma con una detrazione ripartita in cinque anni. Le aliquote partono dal 70% per chi migliora di una classe il rischio sismico del proprio immobile e arrivano all'85% per chi migliora di due o più classi. Si applica agli edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3, su prima e seconda casa. Anche questa misura ha scadenza al 31 dicembre 2026.


Bonus mobili 2026: il 50% su arredi nuovi, ma solo se collegati a una ristrutturazione


Il bonus mobili resta al 50% su una spesa massima di 5.000 euro, a condizione che sia collegato a interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria. La ristrutturazione deve essere stata avviata almeno dal 1° gennaio 2025. Gli acquisti ammessi comprendono mobili nuovi e grandi elettrodomestici con classe energetica minima A (per forni e lavastoviglie) o F per gli altri. La detrazione si recupera in dieci rate annuali.



I bonus per le lavoratrici madri e i lavoratori in scadenza a dicembre 2026


Sul fronte del lavoro, tre misure hanno la stessa scadenza del 31 dicembre 2026. Sono destinate alle lavoratrici madri con almeno due figli e, nel caso della tassazione agevolata, a tutti i dipendenti che hanno ricevuto aumenti da rinnovi contrattuali. Ognuna ha requisiti distinti e alcune non sono cumulabili tra loro.


Bonus mamme 2026: 60 euro al mese, in un'unica soluzione a dicembre


Nel 2026 spetta un contributo fino a 720 euro per le madri dipendenti con almeno due figli e reddito entro 40mila euro. Non si riceve mese per mese in busta paga: l'INPS lo eroga in un'unica soluzione con la mensilità di dicembre, per i mesi in cui si sono soddisfatti i requisiti.


Chi ne ha diritto:

  • Lavoratrici dipendenti (pubbliche o private, a tempo determinato o indeterminato) o autonome iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria

  • Almeno due figli a carico

  • Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (o meno di 18 anni se i figli sono tre o più)

  • Reddito da lavoro annuo non superiore a 40.000 euro — riferito solo al proprio reddito, non a quello familiare


Il bonus non concorre alla formazione del reddito, non è soggetto a contribuzione e non influisce sull'ISEE. La domanda si presenta direttamente all'INPS. Sono escluse le lavoratrici domestiche (colf e badanti) e le lavoratrici in regime forfettario che non versano contributi INPS.


Esonero contributivo totale per le madri con tre o più figli: fino a 3.000 euro annui


Nel 2026 dovrebbe concludersi anche l'esonero contributivo totale. Questo riguarda le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli e fino al compimento dei 18 anni del più piccolo. Consente un beneficio fino a 3.000 euro annui e resta valido fino a dicembre 2026.


Questa misura è diversa e più vantaggiosa del bonus INPS da 60 euro/mese: anziché ricevere un contributo separato, la lavoratrice non paga la propria quota di contributi previdenziali direttamente in busta paga. I requisiti sono più restrittivi: contratto a tempo indeterminato e almeno tre figli. Le due misure non sono cumulabili: chi ha diritto all'esonero contributivo non può ricevere anche i 60 euro mensili INPS, e conviene scegliere l'esonero.

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Tassazione agevolata degli aumenti contrattuali: l'imposta al 5% scade con l'anno


La precedente manovra ha previsto un'imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 per i rinnovi firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. La norma non menziona il 2027, motivo per cui si attende una decisione nella prossima manovra.

In termini pratici: chi ha ricevuto un aumento di 200 euro mensili grazie al rinnovo del proprio contratto collettivo ha pagato su quell'importo il 5% di imposta sostitutiva anziché l'IRPEF ordinaria (che per molte fasce di reddito supera il 25-35%). Per i premi di produttività la situazione è diversa: quella misura è già confermata anche per il 2027. Il datore di lavoro applica automaticamente l'imposta sostitutiva in busta paga — puoi verificarlo nella voce specifica del cedolino.


Domande frequenti sui bonus in scadenza a dicembre 2026


Se avvio i lavori a dicembre 2026 ma li finisco a gennaio 2027, perdo la detrazione al 50%?


No, non la perdi del tutto — ma conta quando paghi le fatture, non quando finisci i lavori. Le spese pagate entro il 31 dicembre 2026 beneficiano delle aliquote attuali (50% per la prima casa). Le spese pagate dal 1° gennaio 2027 seguono le nuove aliquote ridotte (36% per la prima casa). Se i lavori si sovrappongono ai due anni, si applicano aliquote diverse alle spese dei due periodi.


Nel 2026 si può ancora cedere il credito fiscale dei bonus edilizi a una banca?


No. La cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati definitivamente aboliti dal 2024 per quasi tutti i bonus edilizi. Chi effettua lavori nel 2026 recupera la detrazione solo nella propria dichiarazione dei redditi, in 10 rate annuali (5 rate per il sismabonus). Non è più possibile ricevere subito il valore della detrazione cedendola a un intermediario.


Il bonus mamme è compatibile con l'Assegno Unico?


Sì, i due benefici sono cumulabili senza problemi. Il bonus mamme non concorre alla formazione del reddito imponibile e non entra nel calcolo dell'ISEE, quindi non riduce l'importo dell'Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure indipendenti con finalità diverse.


Se questi bonus non vengono prorogati, le detrazioni sulle spese 2026 vanno perse?


No. Le spese pagate nel 2026 danno diritto alle detrazioni previste per quell'anno, indipendentemente da ciò che deciderà la Legge di Bilancio 2027. Le rate di detrazione sulle spese 2026 si continueranno a recuperare negli anni successivi nella dichiarazione dei redditi, senza che la mancata proroga le intacchi.


Come faccio a sapere se il mio contratto rientra nella tassazione agevolata al 5%?


L'agevolazione si applica agli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 in attuazione di rinnovi contrattuali collettivi firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Il datore di lavoro deve applicarla automaticamente in busta paga — puoi verificarlo nella voce "imposta sostitutiva" del tuo cedolino. In caso di dubbi, la verifica si fa con l'ufficio paghe o con un consulente del lavoro.



Cosa puoi fare ora


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Note normative

¹ Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026): proroga al 31 dicembre 2026 dei bonus edilizi (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus, bonus mobili); riduzione delle aliquote dal 1° gennaio 2027.

² Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di Bilancio 2024): istituzione dell'esonero contributivo totale per le lavoratrici madri con tre o più figli, valido per il triennio 2024-2026.

³ Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026): incremento del bonus mamme da 40 a 60 euro/mese per il 2026; estensione alle lavoratrici autonome.

⁴ Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025): imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi derivanti da rinnovi contrattuali collettivi firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, corrisposti nel corso del 2026.


Questo contenuto è stato elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ogni articolo viene revisionato, verificato e approvato dal team editoriale di GruppoPiù prima della pubblicazione.

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