Bonus infissi 2027: aliquote aggiornate, chi può richiederlo e cosa cambia dall'anno prossimo

Chi sta pensando di cambiare finestre, porte esterne o serramenti ha davanti una scadenza concreta: il 31 dicembre 2026. Entro quella data, la detrazione fiscale per questo tipo di lavori è più alta di quella che scatterà automaticamente dal 1° gennaio 2027, salvo interventi del governo con la prossima Legge di Bilancio.
Il bonus infissi 2027 non è un incentivo nuovo: è il nome con cui viene indicata la detrazione fiscale per chi sostituisce finestre o serramenti nel corso del prossimo anno. Le percentuali di rimborso previste dalla normativa attuale scendono rispetto al 2026 — ma sul tavolo del governo c'è l'ipotesi di un ecobonus potenziato fino al 65%, che potrebbe cambiare le carte in tavola.
Qui trovi tutto quello che serve sapere: quanto si detrae nel 2027, chi ha diritto al bonus, come funziona il pagamento e cosa aspettarsi dalla Manovra.
Quanto si detrae per il cambio finestre nel 2027 rispetto al 2026?
Dal 1° gennaio 2027 le detrazioni per la sostituzione degli infissi scendono rispetto alle percentuali attuali. Salvo interventi legislativi, il rimborso fiscale sarà meno generoso sia per la prima che per la seconda casa.
Ecco come cambiano le aliquote:
Tipo di immobile | Detrazione 2026 | Detrazione dal 1° gen. 2027 |
Prima casa (bonus casa) | 50% | 36% |
Seconda casa o affitto (bonus casa) | 36% | 30% |
Prima casa (ecobonus) | 50% | 36% |
Seconda casa (ecobonus) | 36% | 30% |
Ipotesi Manovra (tutti i tipi) | — | Fino al 65% (non ancora confermata) |
La detrazione viene recuperata in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi degli anni successivi ai lavori. Non è rimborsabile in un'unica soluzione.
Bonus casa o ecobonus: qual è la differenza pratica?
Due canali diversi coprono lo stesso intervento — la sostituzione degli infissi — con regole e limiti che non sono uguali.
Il bonus casa è la scelta giusta per chi vuole anche modificare le dimensioni delle aperture: allargare una finestra, cambiarne la forma, spostare una porta esterna. Consente maggiore libertà di progetto e ha un massimale di spesa di 96.000 euro. La comunicazione all'ente ENEA non è formalmente obbligatoria, ma è fortemente consigliata.
L'ecobonus è pensato per chi si concentra esclusivamente sul risparmio energetico. I nuovi infissi devono avere le stesse dimensioni di quelli esistenti e rispettare soglie di isolamento termico stabilite dalla normativa in base alla zona climatica del Comune. Il massimale è di 60.000 euro di detrazione (non di spesa). La comunicazione a ENEA è obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Le aziende e i titolari di reddito d'impresa possono accedere solo all'ecobonus, non al bonus casa.
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Chi può richiedere il bonus infissi 2027?
Può accedere al bonus qualsiasi persona fisica soggetta all'IRPEF che sostiene materialmente la spesa dei lavori. La regola fondamentale è una sola: fattura e bonifico devono essere intestati alla stessa persona che chiede la detrazione.
La platea è più ampia di quanto molti pensino. Oltre ai proprietari di casa, hanno diritto al bonus:
chi ha l'usufrutto sull'immobile (per esempio, un genitore che ha ceduto la proprietà al figlio ma conserva il diritto di abitarlo)
gli inquilini e chi usa l'immobile in comodato, a condizione che il proprietario abbia dato il consenso scritto per i lavori
i familiari conviventi del proprietario o dell'inquilino, anche se la casa non è intestata a loro
i soci di cooperative e di alcune società semplici
Un esempio pratico: se un figlio convivente paga di tasca propria la sostituzione delle finestre nella casa del genitore, ha pieno diritto a detrarre l'intera spesa nella propria dichiarazione dei redditi.
Come verificare di avere tutti i requisiti prima di iniziare?
Prima di dare avvio ai lavori, vale la pena fare tre verifiche:
Chi paga i lavori deve essere lo stesso soggetto intestatario della fattura e del bonifico.
Se non si è proprietari, è necessario avere una autorizzazione scritta del proprietario.
È utile stimare la propria capienza fiscale: se l'IRPEF annuale è bassa, la singola rata annua di detrazione potrebbe superare l'imposta dovuta, e la parte eccedente va persa (non si recupera negli anni successivi).
Si può avere il bonus infissi senza fare una ristrutturazione completa?
Sì, e questo è uno dei punti meno conosciuti del bonus. Cambiare finestre e serramenti è un intervento autonomo: la detrazione spetta anche se non ci sono altri lavori in corso sull'immobile. Non serve ristrutturare il bagno, rinnovare i pavimenti o toccare gli impianti.
Se si sceglie la strada dell'ecobonus (risparmio energetico), i lavori rientrano nella maggior parte dei casi in edilizia libera: non servono permessi comunali, né CILA o SCIA. È sufficiente avere una dichiarazione che attesti la data di inizio dei lavori.
Tre cose da verificare prima di chiamare l'impresa
Prima di partire, occorre accertare tre condizioni tecniche:
Le nuove finestre devono sostituire infissi già esistenti: non è possibile detrarre la creazione di nuove aperture dove prima non ce n'erano.
I nuovi serramenti devono separare un ambiente riscaldato dall'esterno o da locali privi di impianto termico (garage, cantine non riscaldate, scale non condizionate).
I nuovi infissi devono rispettare i valori minimi di isolamento termico previsti per la zona climatica del Comune. Questi parametri si trovano sul sito dell'ENEA e le imprese specializzate li conoscono solitamente già.
L'ipotesi dell'ecobonus al 65% nella prossima Manovra: cosa potrebbe cambiare
Il governo sta valutando un pacchetto di incentivi potenziati per la riqualificazione energetica degli edifici, con l'ipotesi concreta di portare l'ecobonus fino al 65%. La misura è ancora in discussione e sarà definita nella Legge di Bilancio per il 2027.
Non si tratterebbe di una semplice proroga delle aliquote 2026, ma di un incentivo pensato per opere integrate che portino a una riduzione significativa dei consumi. Secondo le prime ipotesi, gli interventi coperti dall'ecobonus rafforzato potrebbero includere:
sostituzione di infissi obsoleti con serramenti ad alta efficienza termica
realizzazione di cappotti termici sulle pareti esterne
installazione di pompe di calore e sistemi moderni di riscaldamento e raffrescamento
integrazione di impianti solari termici e schermature solari
La misura si inserirebbe nel quadro degli obiettivi europei di efficienza energetica degli edifici e sarebbe collegata a risorse destinate alla transizione ecologica.
Vale la pena aspettare la Manovra prima di iniziare i lavori?
Dipende dalla situazione. Chi ha già firmato un contratto con un'impresa o ha lavori programmati per fine anno non deve aspettare: le aliquote 2026 sono già alte (50% per la prima casa) e sicure. Chi invece è ancora in fase di valutazione potrebbe avere convenienza ad attendere la pubblicazione della Legge di Bilancio, prevista entro dicembre 2026, per capire se l'ecobonus al 65% verrà confermato. In quel caso, i lavori partirebbero nel 2027 con una detrazione potenzialmente più alta.
Come si paga per avere il bonus sulle finestre?
Per ottenere la detrazione, il pagamento dei lavori deve avvenire tramite bonifico parlante: un bonifico bancario o postale con una causale specifica che identifica il contribuente, l'impresa e il tipo di intervento.
Dal 1° gennaio 2027 la causale del bonifico cambia perché entra in vigore un nuovo testo unico delle imposte, che ha rinumerato gli articoli di riferimento. Le banche e le piattaforme di home banking aggiornano di solito i propri moduli in automatico — in caso di dubbio, è sempre possibile verificare con il proprio istituto.
In ogni caso, nel bonifico devono sempre essere presenti:
il codice fiscale di chi chiede la detrazione
la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che ha eseguito i lavori
il riferimento alla fattura che si sta pagando
Tutta la documentazione — fatture, ricevute del bonifico, comunicazione ENEA — va conservata per l'intero decennio in cui si recupera la detrazione, in caso di controlli fiscali.
Lavori a cavallo tra fine 2026 e inizio 2027: come comportarsi
Se i lavori iniziano nel 2026 e si concludono nel 2027, la data che conta per determinare l'aliquota di detrazione non è quella di fine cantiere, ma quella in cui viene effettuato il bonifico.
In pratica:
Se il pagamento (anche un acconto) viene disposto entro il 31 dicembre 2026, quella quota di spesa si detrae con le aliquote più alte del 2026.
Se il bonifico viene fatto dal 1° gennaio 2027, quella spesa segue le aliquote più basse del 2027, anche se i lavori erano già in corso.
Per chi ha cantieri pianificati a cavallo d'anno, è quindi possibile pagare un acconto entro fine dicembre per "cristallizzare" la detrazione più conveniente su una parte della spesa. Il saldo versato nel 2027 seguirà invece le regole dell'anno successivo.
La comunicazione a ENEA è obbligatoria?
Dipende dal bonus scelto.
Con l'ecobonus, l'invio della comunicazione a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori è un requisito tassativo: dimenticarlo equivale a perdere la detrazione. Chi supera il termine di 90 giorni può comunque regolarizzare la propria posizione attraverso la rimessa in termini (tecnicamente "remissione in bonis"), pagando una sanzione di 250 euro, a condizione di non aver già ricevuto contestazioni formali dall'Agenzia delle Entrate.
Con il bonus casa, la comunicazione non è formalmente obbligatoria. Tuttavia, gli esperti raccomandano di inviarla ugualmente come tutela in caso di controlli, specialmente per interventi che migliorano le prestazioni termiche dell'immobile.
Domande frequenti sul bonus infissi 2027
Il bonus infissi 2027 prevede lo sconto diretto in fattura?
No. Lo sconto in fattura e la cessione del credito alle banche non sono più disponibili per i nuovi cantieri: sono stati eliminati per la quasi totalità delle detrazioni edilizie a partire dal 2023. L'unico modo per recuperare la spesa è la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi, in 10 rate annuali uguali.
Conviene cambiare le finestre nel 2026 o aspettare il 2027?
Con le norme attuali, cambiare gli infissi entro il 31 dicembre 2026 è più conveniente: si detrae il 50% sulla prima casa invece del 36% previsto per il 2027. Se il governo confermasse l'ecobonus al 65%, la convenienza potrebbe ribaltarsi — ma fino all'approvazione della Legge di Bilancio non c'è nulla di certo. Chi ha già pianificato i lavori o ha un'impresa disponibile non ha motivo di aspettare.
Quanto tempo ho per inviare la documentazione a ENEA dopo i lavori?
Il termine è di 90 giorni dalla data di fine lavori o dal collaudo. Superato questo termine, si può ancora regolarizzare pagando una sanzione di 250 euro (remissione in bonis), purché non siano già partite contestazioni ufficiali. Non esiste invece un termine per conservare le fatture: tutta la documentazione va tenuta per i 10 anni in cui si recupera la detrazione.
Posso detrarre le finestre se sono in affitto?
Sì. L'inquilino può detrarre la spesa per il cambio degli infissi, a condizione che il proprietario abbia dato il consenso scritto ai lavori e che la fattura e il bonifico siano intestati all'inquilino stesso.
Se ho poca IRPEF da pagare, perdo parte della detrazione?
Sì, in parte. Le detrazioni per il bonus infissi non sono rimborsabili: ogni anno si recupera una delle 10 rate, e se quella rata supera l'IRPEF dovuta, la differenza non viene né rimborsata né riportata all'anno successivo. Per chi ha un'imposta sul reddito bassa — pensionati con redditi minimi, lavoratori part-time — è utile calcolare in anticipo quanto si riesce effettivamente a recuperare prima di pianificare lavori importanti.
Ecco cosa fare ora
✅ Tieniti aggiornato sulla Legge di Bilancio.
L'ipotesi dell'ecobonus al 65% è ancora in discussione e cambierebbe in modo significativo la convenienza dei lavori nel 2027. Iscriviti alla newsletter di GruppoPiù per ricevere tutte le novità su detrazioni, bonus casa e agevolazioni fiscali non appena saranno confermate.
Nota normativa — Le informazioni contenute in questo articolo si basano sulla normativa vigente alla data di pubblicazione (ottobre 2026). Riferimenti normativi: D.Lgs. 117/2026 (nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi); D.L. 16 febbraio 2023, n. 11 conv. con L. 11 aprile 2023, n. 38 (cessazione cessione del credito e sconto in fattura); D.L. 29 marzo 2024 conv. con L. 23 maggio 2024, n. 67; D.M. 6 agosto 2020 (valori di trasmittanza termica per zona climatica). Le misure relative alla prossima Legge di Bilancio non sono ancora confermate: le informazioni definitive saranno disponibili dopo l'approvazione parlamentare della Manovra.
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