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Bonus bagno 2026: lavori ammessi, detrazione al 50% e come richiederla

  • 23 lug
  • Tempo di lettura: 7 min
bagno

Il bonus bagno 2026 è la detrazione fiscale che permette di recuperare il 50% delle spese per la ristrutturazione del bagno sull'abitazione principale, fino a un massimo di spesa di 96.000 euro per immobile. Non si tratta di un'agevolazione autonoma: rientra nel bonus ristrutturazioni, ed è accessibile solo per lavori di manutenzione straordinaria — non per qualsiasi ritocco estetico. I pagamenti devono essere completati entro il 31 dicembre 2026 per accedere alle aliquote attuali, destinate a ridursi dal 2027.



Quali lavori danno diritto al bonus bagno 2026?


La detrazione scatta solo per interventi che modificano strutturalmente l'impianto o gli spazi del bagno. La distinzione chiave è tra manutenzione straordinaria (ammessa) e manutenzione ordinaria (non ammessa).


I lavori ammessi: manutenzione straordinaria


Rientrano nel bonus bagno 2026 i seguenti interventi:

  • rifacimento completo dell'impianto idraulico con sostituzione delle tubature

  • modifica della distribuzione degli spazi interni del bagno (es. spostamento di pareti, nuova disposizione dell'ambiente)

  • sostituzione di pavimenti e rivestimenti abbinata a interventi strutturali

  • installazione di box doccia, vasche, sanitari e rubinetteria fissa, se inseriti in un progetto di rifacimento dell'impianto

  • eliminazione delle barriere architettoniche (es. doccia a raso pavimento per persone anziane o con disabilità)


Il filo conduttore: ogni voce deve essere parte di un progetto edilizio che trasforma l'impianto, non si limita a sostituire singoli elementi.


I lavori esclusi: manutenzione ordinaria


Non danno diritto alla detrazione, se eseguiti da soli:

  • sostituzione di un sanitario o lavabo senza intervento sulle tubature

  • tinteggiatura delle pareti del bagno

  • sostituzione di qualche piastrella rotta

  • piccole riparazioni idrauliche (cambio di un rubinetto, guarnizioni)

Se il lavoro non tocca le tubature o la struttura del bagno, è "ordinario" e il costo rimane interamente a carico del contribuente.


La sostituzione dei sanitari è detraibile?


Sì, ma a una condizione precisa: deve essere parte di un rifacimento integrale dell'impianto idraulico. Un WC acquistato e installato da solo non dà diritto alla detrazione. Se invece la sostituzione è inserita in un progetto che include il cambio delle tubature, anche l'acquisto del sanitario rientra nella spesa ammissibile. La stessa logica vale per vasche, bidet, rubinetteria fissa e termoarredo.



Quanto si recupera davvero con la detrazione del 50%?


L'aliquota di detrazione è del 50% per l'abitazione principale e del 36% per le seconde case. Il recupero non è immediato: la detrazione viene distribuita in dieci rate annuali di uguale importo, da far valere nella dichiarazione dei redditi a partire dall'anno successivo ai lavori.


Abitazione principale — detrazione al 50%


Per i lavori sull'abitazione principale, la detrazione IRPEF è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare.

Esempio concreto: se spendi 20.000 euro per il rifacimento completo del bagno, la detrazione totale è di 10.000 euro, ripartita in 10 rate da 1.000 euro l'anno. Ogni anno, in dichiarazione dei redditi, l'imposta lorda si riduce di 1.000 euro.

Attenzione alla capienza fiscale: la detrazione si applica fino a concorrenza dell'IRPEF lorda dovuta. Se la tua imposta è inferiore alla rata annuale, la quota eccedente non è recuperabile né riportabile all'anno successivo.


Seconda casa — detrazione al 36%


Per immobili diversi dall'abitazione principale — seconde case, appartamenti in affitto, residenze di vacanza — l'aliquota scende al 36%, con lo stesso tetto di 96.000 euro e la stessa distribuzione in dieci rate annuali.

Esempio concreto: 20.000 euro di lavori su una seconda casa = detrazione totale di 7.200 euro, pari a 720 euro l'anno per dieci anni.


Tabella comparativa — aliquote 2026 e cosa cambia dal 2027


 Tipo di immobile

Intervento

Aliquota 2026

Aliquota dal 1° gennaio 2027

Abitazione principale

Rifacimento impianto idraulico

50%

36%

Seconda casa

Rifacimento impianto idraulico

36%

30%

Qualsiasi abitazione

Abbattimento barriere architettoniche

50%

36%

Le aliquote 2026 sono valide per le spese pagate entro il 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027, salvo proroghe legislative, scatterà il taglio.

Se stai valutando i lavori, il 2026 è l'anno in cui farlo: posticipare comporta un recupero fiscale sensibilmente inferiore.



Come richiedere il bonus bagno 2026: la procedura passo per passo


Per accedere alla detrazione, devi rispettare una sequenza precisa: pratiche edilizie prima dei lavori, pagamenti tracciabili durante i lavori, dichiarazione dei redditi dopo. Un errore in uno qualsiasi di questi passaggi può far perdere il diritto al recupero fiscale.


Prima dei lavori — la CILA asseverata


Per quasi tutti i lavori di manutenzione straordinaria al bagno è necessaria la CILA asseverata (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), da presentare al Comune prima di iniziare il cantiere. La CILA attesta la conformità urbanistica degli interventi e la loro natura strutturale.


Fanno eccezione solo gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche eseguibili in regime di edilizia libera — per questi non è richiesta la CILA.

Senza la CILA, dove richiesta, il diritto alla detrazione decade.


Checklist operativa pre-cantiere


Prima di avviare i lavori, verifica di avere:

  • CILA asseverata presentata al Comune (con asseverazione di un tecnico abilitato)

  • preventivo dettagliato dell'impresa con separazione tra costi di manodopera e materiali

  • contratto con l'impresa esecutrice

  • dati catastali aggiornati dell'immobile (categoria residenziale, regolare accatastamento)

  • IMU e TARI in regola sull'immobile

Se sei inquilino o comodatario, aggiungi: contratto registrato e consenso scritto del proprietario.


Durante i lavori — il bonifico parlante


Tutti i pagamenti alle imprese devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale parlante. Il contante non è ammesso. Il bonifico parlante deve contenere obbligatoriamente:

  • il riferimento normativo: "Detrazione ex art. 16-bis DPR n. 917/86"

  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi detrae)

  • la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa esecutrice


La dimenticanza di uno solo di questi dati invalida la ritenuta d'acconto che la banca applica automaticamente e fa decadere l'intera detrazione. Controlla il bonifico prima di confermarlo.

Per i lavori che migliorano il risparmio idrico (es. sostituzione di sanitari a basso consumo), la normativa prevede anche l'invio della documentazione al portale ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.


Dopo i lavori — come inserire la spesa nel 730 o nel Modello Redditi


La detrazione si recupera nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui sono state pagate le spese:

  • Modello 730: le spese per il bonus bagno vanno indicate nel Quadro E, Sezione III A (importi) e Sezione III B (dati catastali dell'immobile).

  • Modello Redditi Persone Fisiche: le stesse voci vanno nel Quadro RP, righi RP41–RP47 per gli importi e righi RP51–RP52 per i dati dell'immobile.


Conserva le fatture dettagliate per almeno dieci anni dalla dichiarazione in cui inserisci la prima rata: l'Agenzia delle Entrate può richiedere i documenti in sede di controllo.



Chi può usufruire del bonus bagno 2026?


Il beneficio è accessibile a una platea ampia di soggetti, non solo ai proprietari. Hanno diritto alla detrazione:

  • i proprietari o i nudi proprietari dell'immobile

  • chi ha un diritto reale sull'immobile (usufrutto, diritto di abitazione)

  • gli inquilini e i comodatari, con contratto registrato e consenso scritto del proprietario

  • i familiari conviventi del proprietario o dell'inquilino, a condizione che sostengano le spese in prima persona e siano intestatari dei documenti


L'immobile deve essere a destinazione residenziale, regolarmente accatastato e in regola con IMU e TARI.

Approfittare dei lavori di ristrutturazione per aggiornare anche la copertura assicurativa dell'immobile è una buona pratica: dopo un intervento strutturale, il valore e le caratteristiche dell'abitazione cambiano, e la polizza potrebbe non riflettere più la realtà. GruppoPiù offre polizze casa calibrate sul valore reale dell'immobile — richiedi un preventivo.



Domande frequenti sul bonus bagno 2026


Il bonus bagno 2026 è ancora attivo?


Sì. Il bonus ristrutturazioni — che include gli interventi straordinari al bagno — è prorogato fino al 31 dicembre 2026 con le aliquote attuali (50% per l'abitazione principale, 36% per le seconde case). Dal 1° gennaio 2027, salvo nuove proroghe, le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%.


Posso fare lo sconto in fattura per il bonus bagno 2026?


No. Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono bloccati per il bonus ristrutturazioni ordinario dal 2023 (D.L. 11/2023 e D.L. 39/2024). Le deroghe rimaste riguardano casistiche molto specifiche legate a soggetti svantaggiati. Per la quasi totalità dei contribuenti, l'unica via è la detrazione diretta in dieci rate annuali nella dichiarazione dei redditi.


Quanto tempo ho per inviare la documentazione all'ENEA?


Per gli interventi che migliorano il risparmio idrico, hai 90 giorni dalla data di fine lavori per trasmettere la documentazione al portale ENEA. Se non lo fai entro questo termine, perdi la detrazione per quella parte della spesa.


Cosa succede se il bonifico parlante è compilato in modo errato?


Il diritto alla detrazione decade per i pagamenti effettuati con un bonifico incompleto o errato. La banca applica la ritenuta d'acconto solo sui bonifici correttamente intestati: se manca uno dei tre elementi obbligatori (riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario, P.IVA dell'impresa), il meccanismo fiscale non si attiva. Non è possibile sanare l'errore a posteriori.


Posso detrarre il bonus bagno se sono in affitto?


Sì, a tre condizioni: il contratto di locazione deve essere registrato, devi avere il consenso scritto del proprietario ai lavori, e le fatture devono essere intestate a te. In questo caso, hai diritto alla detrazione come qualsiasi altro titolare di diritto reale sull'immobile.


Il bonus bagno si può usare insieme ad altri bonus edilizi?


Sì, ma con attenzione ai massimali. Per la stessa unità immobiliare, il tetto di 96.000 euro si applica al bonus ristrutturazioni nel suo complesso — non al solo bagno. Se stai eseguendo più interventi ammissibili nello stesso anno (bagno, infissi, impianti), le spese si sommano ai fini del massimale. Verifica sempre che il totale delle spese agevolabili non superi la soglia complessiva.



Cosa puoi fare ora


Se stai pianificando un intervento al bagno entro la fine del 2026, ci sono due azioni concrete che puoi fare subito:


✅ Stai ristrutturando casa? È il momento giusto per verificare che la tua polizza casa sia aggiornata al nuovo valore dell'immobile


✅ Rimani aggiornato su bonus, scadenze fiscali e agevolazioni









Note a piè di pagina

¹ La disciplina del bonus ristrutturazioni è regolata dall'art. 16-bis del DPR n. 917/1986 (TUIR). Le aliquote per il 2026 sono confermate dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024). Le aliquote decadranno il 31 dicembre 2026 salvo ulteriore proroga legislativa.

² Il blocco di sconto in fattura e cessione del credito deriva dal D.L. 16 febbraio 2023, n. 11, confermato dal D.L. 29 marzo 2024, n. 39, che hanno modificato l'art. 121 del D.L. 34/2020.

³ Per la trasmissione ENEA: portale enea.it, sezione "Detrazioni Fiscali – Ristrutturazioni Edilizie". Termine: 90 giorni dalla data di fine lavori.

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