Bonus mamme 2026: come funziona, requisiti, importi e tutte le agevolazioni per le madri lavoratrici
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Il bonus mamme 2026 è un insieme di misure economiche e contributive pensate per sostenere la genitorialità e incentivare l’occupazione femminile. Comprende esoneri contributivi, contributi monetari diretti e un rafforzamento dei congedi parentali, con regole diverse in base al numero di figli e alla tipologia di lavoro.
Nel 2026 il legislatore ha ampliato importi, beneficiari e durata delle tutele, rendendo il sistema più strutturato e continuativo rispetto agli anni precedenti.
Come funziona il bonus mamme 2026 e quali misure comprende
Il bonus mamme 2026 non è una misura unica, ma un pacchetto di interventi che agiscono su busta paga, reddito disponibile e diritti di conciliazione lavoro–famiglia. Le due misure principali sono l’esonero contributivo per le madri con tre figli e il contributo monetario per le madri con almeno due figli.
A queste si affiancano congedi parentali più lunghi e meglio indennizzati, oltre all’estensione delle tutele alle lavoratrici autonome.
Le due anime del bonus mamme
Esonero contributivo totale (fino a 3.000 euro annui)
Contributo monetario diretto (720 euro annui)
Congedi parentali e per malattia dei figli potenziati
Ogni misura ha requisiti specifici e procedure di accesso differenti.
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Esonero contributivo madri lavoratrici: chi ne ha diritto e quanto vale
L’esonero contributivo è una riduzione totale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, che aumenta il netto in busta paga senza penalizzare la pensione futura. È la misura economicamente più rilevante del bonus mamme 2026.
A quanto ammonta l’esonero contributivo
Esonero del 9,19% dello stipendio lordo
Fino a 3.000 euro l’anno
Circa 250 euro netti al mese
Nessun impatto sull’assegno pensionistico: i contributi sono coperti dallo Stato
Requisiti per accedere alla decontribuzione
Hanno diritto all’esonero contributivo le lavoratrici che:
sono madri di almeno tre figli;
mantengono il diritto fino ai 18 anni del figlio più piccolo;
hanno un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, nel settore pubblico o privato;
sono comprese apprendiste e lavoratrici agricole.
Sono escluse le lavoratrici domestiche (colf e badanti).
Come si richiede l’esonero contributivo
L’agevolazione può essere ottenuta:
tramite il datore di lavoro, comunicando i codici fiscali dei figli;
oppure tramite il portale INPS, utilizzando l’applicazione Utility esonero lavoratrici madri.
Bonus mamme 2026 da 720 euro: requisiti, importo e modalità di pagamento
Il bonus mamme 2026 in forma di contributo monetario è un sostegno economico diretto, pensato per una platea più ampia rispetto all’esonero contributivo. È cumulabile con altre agevolazioni e fiscalmente neutro.
Importo e vantaggi fiscali
60 euro al mese
720 euro complessivi annui
Esente da Irpef e contributi
Non rileva ai fini ISEE
Questo permette di continuare a percepire altre prestazioni come assegno unico e bonus nido.
Chi può richiederlo
Possono accedere al bonus:
lavoratrici madri con almeno due figli;
con reddito annuo inferiore a 40.000 euro;
lavoratrici dipendenti, autonome e libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS.
Quando e come viene pagato
Il pagamento segue un meccanismo di accumulo:
le mensilità maturate da gennaio a novembre 2026;
vengono pagate in un’unica soluzione a dicembre 2026;
l’accredito avviene direttamente dall’INPS sul conto indicato.
Come presentare domanda
La richiesta non è automatica. È necessario:
accedere al portale INPS;
seguire il percorso:Sostegni, Sussidi e Indennità → Per genitori → Nuovo Bonus mamme;
inviare la domanda telematica.
Le domande integrative per chi aveva già maturato i requisiti nel 2025 sono ammesse fino al 31 gennaio 2026.
Congedo parentale e malattia dei figli: cosa cambia dal 2026
Il bonus mamme 2026 si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento delle tutele familiari, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).
Nuove regole sul congedo parentale
Fruibile fino ai 14 anni del figlio (prima 12);
durata complessiva:
10 mesi tra i due genitori;
11 mesi se il padre utilizza almeno 3 mesi;
indennità:
80% della retribuzione per i primi 3 mesi;
30% per i mesi successivi;
contribuzione figurativa piena ai fini pensionistici.
Congedo per malattia dei figli
aumenta da 5 a 10 giorni lavorativi annui per genitore;
fruibile fino ai 14 anni del figlio;
per i bambini sotto i 3 anni resta il diritto all’assenza per tutta la durata della malattia.
Ecco cosa fare ora
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FAQ – Domande frequenti sul bonus mamme 2026
Il bonus mamme 2026 è automatico?
No. Sia l’esonero contributivo sia il contributo monetario richiedono una procedura di attivazione.
Bonus mamme ed esonero contributivo sono cumulabili?
No, sono misure alternative, applicabili in base ai requisiti familiari e lavorativi.
Il bonus mamme incide sull’ISEE?
No, il contributo da 720 euro annui non viene conteggiato ai fini ISEE.
Le lavoratrici autonome possono accedere al bonus?
Sì, dal 2026 anche autonome e libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS.
Il bonus mamme 2026 rappresenta un cambio di passo nelle politiche di sostegno alla genitorialità, combinando incentivi economici immediati, tutele previdenziali e maggiore flessibilità nei tempi di cura. Una misura articolata, che richiede attenzione ai requisiti, ma che può incidere in modo significativo sul reddito e sull’equilibrio famiglia–lavoro delle madri.


