Detrazione occhiali e visite oculistiche nel Modello 730/2026: guida completa con importi, documenti e regole sui pagamenti
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Le spese per occhiali da vista, lenti a contatto e visite oculistiche rientrano nelle spese mediche detraibili al 19% nel Modello 730/2026, con una franchigia complessiva di 129,11 euro sul totale delle spese sanitarie sostenute nel 2025. Questo vale sia per le spese effettuate direttamente che per quelle sostenute per i familiari fiscalmente a carico.
La detrazione per gli occhiali da vista non è un rimborso automatico: si ottiene presentando correttamente il Modello 730, conservando la documentazione giusta e rispettando le regole sui pagamenti. Ecco come fare senza commettere errori.
Occhiali e lenti da vista sono detraibili al 19%: come funziona il calcolo?
La detrazione Irpef per le spese oculistiche riduce direttamente l'imposta lorda dovuta allo Stato. La percentuale è il 19% della spesa netta, calcolata dopo aver sottratto una franchigia di 129,11 euro dal totale di tutte le spese mediche sostenute nel 2025. La franchigia è fissa, stabilita dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), e si applica alla somma complessiva delle spese sanitarie dell'anno — non alla singola ricevuta dell'ottico.
Come funziona il calcolo in pratica:
Supponiamo di aver sostenuto nel 2025 le seguenti spese:
Occhiali da vista: 350 euro
Visita oculistica privata: 120 euro
Farmaci: 200 euro
Totale spese mediche: 670 euro
Calcolo della detrazione: 670 – 129,11 (franchigia) = 540,89 euro 540,89 × 19% = 102,77 euro di detrazione Irpef
Questo importo riduce direttamente l'imposta da pagare (o aumenta il rimborso) nella dichiarazione dei redditi 2026.
Un'eccezione utile: se le spese sanitarie totali superano 15.493,71 euro nell'anno, è possibile scegliere di ripartire la detrazione in 4 quote annuali di pari importo. Questa opzione conviene a chi ha un'imposta lorda bassa e rischia di perdere parte del beneficio per capienza insufficiente.
Cosa si può portare in detrazione: occhiali, lenti, operazioni e visite
Non tutto ciò che si acquista in un centro ottico o che riguarda la vista è automaticamente detraibile. L'Agenzia delle Entrate distingue tra dispositivi medici con finalità correttiva e accessori senza valore terapeutico.
Spese detraibili al 19%:
Lenti da vista (monofocali, bifocali, progressive): correggono miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia
Montature per occhiali da vista: sono parte integrante del dispositivo correttivo, non un accessorio separato
Lenti a contatto e relativi liquidi di conservazione o pastiglie enzimatiche, se classificati come dispositivi medici
Occhiali premontati per presbiopia, venduti in farmacia o negozi specializzati
Visite oculistiche effettuate presso medici privati o strutture convenzionate
Ticket per visite oculistiche al Servizio Sanitario Nazionale
Interventi di chirurgia laser (correzione di miopia, ipermetropia, astigmatismo), a condizione che dalla fattura o da una certificazione medica risulti la finalità sanitaria dell'intervento
Spese non detraibili:
Occhiali da sole senza lenti graduate, anche se acquistati per protezione dai raggi UV, salvo prescrizione medica documentata per una patologia oculare specifica
Montature in oro, argento o platino per la parte eccedente il valore standard: in questi casi, l'ottico deve emettere una fattura che separi il costo del materiale prezioso dal resto. Solo la parte relativa alle lenti e alla lavorazione standard è detraibile
Prodotti estetici per gli occhi (ciglia, trucchi) privi di classificazione come dispositivi medici
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Puoi pagare in contanti dall'ottico?
Le regole sulla tracciabilità nel 730/2026
Dal 2020, per ottenere le detrazioni al 19%, la maggior parte delle spese deve essere pagata con strumenti tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico, assegno). Le spese oculistiche però seguono regole specifiche, con importanti eccezioni a favore del contribuente.
Puoi pagare in contanti e ottenere comunque la detrazione per:
Occhiali da vista e lenti a contatto classificati come dispositivi medici con marchio CE
Ticket per visite oculistiche al SSN (strutture pubbliche)
Visite effettuate presso strutture private accreditate con il SSN (convenzionate)
Liquidi e soluzioni per lenti a contatto classificati come dispositivi medici
Devi pagare con strumento tracciabile (e conservare la prova del pagamento) per:
Visite oculistiche presso medici privati che operano in studi non accreditati al SSN
Interventi di chirurgia laser refrattiva in strutture private non convenzionate
Qualsiasi altra prestazione sanitaria privata non rientrante nella rete SSN
Il principio è semplice: i prodotti classificati come dispositivi medici CE e le prestazioni pubbliche o convenzionate sono esclusi dall'obbligo di tracciabilità. Tutto il resto richiede un pagamento documentabile. Se hai dubbi sul caso specifico, è sufficiente chiedere all'ottico o al medico se la struttura è convenzionata prima di effettuare il pagamento.
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Si possono detrarre le spese oculistiche dei familiari a carico?
Sì. Nel Modello 730/2026 è possibile detrarre le spese per occhiali, lenti e visite oculistiche sostenute nel corso del 2025 non solo per se stessi, ma anche per i familiari fiscalmente a carico.
Un familiare è considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo lordo nel 2025 non supera:
4.000 euro — per figli fino a 24 anni
2.840,51 euro — per il coniuge, i figli oltre i 24 anni e altri familiari conviventi
Attenzione: le spese sanitarie rientrano tra le detrazioni escluse dai tagli previsti per i redditi superiori a 75.000 euro introdotti dalla Legge di Bilancio 2025. La tutela della salute resta garantita al 19% indipendentemente dal livello di reddito del contribuente.
Un caso frequente: chi ha figli under 21 e percepisce l'Assegno Unico INPS non riceve più la detrazione per figli a carico in busta paga, ma conserva pienamente il diritto a detrarre al 19% le spese sanitarie — occhiali, lenti, visite — effettuate per quei figli nel corso dell'anno. Le due cose sono indipendenti.
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Quali documenti conservare per la detrazione degli occhiali nel 730/2026
La documentazione è il punto critico su cui si concentrano i controlli dell'Agenzia delle Entrate. Non basta uno scontrino qualsiasi.
Per gli occhiali da vista e le lenti a contatto, il documento valido è lo scontrino parlante, che deve obbligatoriamente contenere:
Il codice fiscale dell'acquirente (o del familiare a carico per cui si effettua l'acquisto)
La natura della spesa, con descrizione chiara del prodotto (ad esempio: "occhiali da vista", "lenti a contatto mensili")
La dicitura "dispositivo medico" e il marchio CE, che attestano la conformità alle direttive europee in materia di dispositivi medici
Se lo scontrino non riporta la dicitura "dispositivo medico" o il marchio CE, il contribuente deve conservare la documentazione originale del prodotto (confezione o attestazione del produttore) oppure produrre un'autocertificazione che dichiari la conformità del bene. Questa semplificazione è stata confermata dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare 19/E/2020.
Per le visite oculistiche private
è necessaria la fattura del medico o della struttura, con indicazione del mezzo di pagamento tracciabile utilizzato (o prova separata del pagamento con carta/bonifico).
Per i ticket al SSN
è sufficiente la ricevuta del pagamento del ticket: il pagamento in contanti è sempre ammesso e la spesa è detraibile.
Per gli interventi laser
occorrono fattura medica e, se non specificato nella fattura stessa, una certificazione che attesti la finalità sanitaria (non estetica) dell'intervento.
Nota sulla dichiarazione precompilata: ottici, medici e strutture sanitarie sono obbligati a trasmettere i dati di spesa al Sistema Tessera Sanitaria dell'Agenzia delle Entrate. Molte di queste spese compaiono quindi già nel 730 precompilato. Tuttavia, la responsabilità della verifica resta in capo al contribuente: confrontare gli scontrini fisici con i dati precaricati è l'unico modo per assicurarsi che nessuna spesa sia stata omessa o attribuita al nucleo familiare sbagliato.
FAQ — Domande frequenti sulla detrazione occhiali nel 730/2026
Posso detrarre gli occhiali da sole con lenti graduate?
Sì, se le lenti sono graduate per la correzione di un difetto visivo. La dicitura sullo scontrino deve indicare "occhiali da vista" o "lenti graduate". Gli occhiali da sole puramente estetici, senza lenti correttive, non sono detraibili.
Devo conservare la ricetta dell'oculista per detrarre gli occhiali?
No. Secondo la Circolare 19/E/2020 dell'Agenzia delle Entrate, per i dispositivi medici di uso comune (occhiali, lenti a contatto) non è più richiesta la prescrizione medica, a condizione che lo scontrino riporti la dicitura "dispositivo medico" e il marchio CE.
Posso detrarre le lenti a contatto colorate o cosmetiche?
Solo se sono classificate come dispositivi medici CE e hanno una funzione correttiva documentata. Le lenti puramente cosmetiche (senza gradazione correttiva) non sono detraibili.
Cosa succede se lo scontrino dell'ottico non ha il mio codice fiscale?
Lo scontrino senza codice fiscale non è valido per la detrazione. In caso di accertamento, la spesa verrebbe disconosciuta. Se te ne accorgi subito, puoi tornare dall'ottico e chiedere la correzione del documento; se la spesa è già stata trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria, verifica che i dati siano corretti nel tuo precompilato.
Posso detrarre una visita oculistica pagata in contanti da un oculista privato?
No. Le visite effettuate presso medici privati non convenzionati con il SSN richiedono obbligatoriamente un pagamento tracciabile. Se pagata in contanti, la spesa non è detraibile nel 730/2026.
Cosa puoi fare ora
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