Ex bonus Renzi 2026: come recuperare fino a 1.200 euro se non ti è arrivato in busta paga

Il trattamento integrativo, conosciuto da tutti come ex bonus Renzi, vale fino a 1.200 euro all’anno e dovrebbe comparire automaticamente nella busta paga. In molti casi, però, non è stato versato. Se anche tu non l’hai visto, hai ancora tempo fino al 25 ottobre per recuperarlo presentando il 730 integrativo. Ecco come verificare se ti spetta e come muoverti concretamente.
A chi spetta il trattamento integrativo e quanto vale nel 2026?
L'ex bonus Renzi 2026 spetta ai lavoratori dipendenti e a chi percepisce la NASpI. I pensionati ne sono esclusi. L’importo dipende dal reddito complessivo annuo e può essere pieno, ridotto o nullo.
Ci sono tre situazioni possibili:
Reddito fino a 15.000 euro all’anno: hai diritto all’importo pieno di 1.200 euro, a condizione che l’imposta sul reddito (IRPEF) che devi pagare sia superiore alle detrazioni da lavoro dipendente. Se il tuo reddito è così basso da non dover pagare alcuna imposta, il bonus non si applica perché non c’è imposta da compensare.
Reddito tra 15.001 e 28.000 euro all’anno: hai diritto al bonus solo se la somma delle tue detrazioni — per familiari a carico, mutuo sulla prima casa, spese mediche e ristrutturazioni — supera l’imposta dovuta. Se non hai queste voci nel 730, potresti non avere diritto a nulla.
Reddito sopra 28.000 euro all’anno: nessun beneficio.
Se non sei sicuro di rientrare in una fascia o non ricordi quali detrazioni hai dichiarato, il team PersonalCAF di GruppoPiù può verificarlo per te: fai il tuo 730 integrativo online, carichi i documenti, GruppoPiù elabora tutto.
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Come capire dalla Certificazione Unica se l'ex bonus Renzi ti è stato pagato nel 2026
Recupera la tua Certificazione Unica relativa ai redditi 2025 — il documento che il tuo datore di lavoro ti ha consegnato entro marzo — e controlla due campi specifici: il Punto 390 e il Punto 391. Quelli due campi ti dicono tutto.
Cosa indica il Punto 390
Il Punto 390 contiene un codice scelto dal tuo datore di lavoro al momento di compilare la Certificazione Unica:
Codice 1: il datore di lavoro ti ha riconosciuto il bonus e te lo ha pagato per intero direttamente in busta paga. Non devi fare nulla.
Codice 2: il bonus ti spettava, ma il datore di lavoro non te l’ha pagato. Devi recuperarlo attraverso il 730 integrativo.
Cosa indica il Punto 391
Il Punto 391 riporta la cifra esatta che hai effettivamente incassato durante l’anno. Se trovi zero, o una cifra inferiore a quanto ti aspetteresti, è lì che vedi la differenza da recuperare.
Come fare la verifica passo per passo
Recupera la Certificazione Unica 2025 — la trovi nell’area personale del sito INPS oppure puoi chiederla direttamente al tuo datore di lavoro.
Individua la sezione “Altre somme e valori” e cerca il Punto 390.
Se vedi Codice 1: il bonus è stato pagato in pieno. Nessuna azione necessaria.
Se vedi Codice 2: il bonus non ti è stato versato. Procedi con il 730 integrativo entro il 25 ottobre.
Controlla il Punto 391: se l’importo indicato è inferiore a quello che ti spetterebbe, puoi recuperare la differenza.
Approfondisci leggendo: 730 integrativo 2026: come recuperare le detrazioni dimenticate entro il 26 ottobre
Come recuperare il trattamento integrativo che non hai ricevuto
Se il Punto 390 della tua Certificazione Unica riporta il Codice 2, devi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Si tratta di una versione correttiva della dichiarazione già presentata in primavera e va inoltrata obbligatoriamente attraverso un CAF o un professionista abilitato — non puoi farlo in autonomia.
Come e quando arriva il rimborso
Se il ricalcolo conferma che hai un credito, le somme ti vengono accreditate in due modi:
Direttamente in busta paga, se hai indicato il tuo datore di lavoro come sostituto d’imposta e il rapporto di lavoro è ancora attivo.
Direttamente dall’Agenzia delle Entrate, se non hai un contratto di lavoro dipendente attivo al momento del rimborso.
Cosa succede se invece risulta un debito
Capita che rielaborando la dichiarazione emergano somme da restituire invece di ricevere. In questo caso non si presenta un 730 integrativo, ma il Modello Redditi PF correttivo. Il debito che ne risulta viene trattenuto dalla busta paga in rate mensili, fino a un massimo di otto. Se non hai un contratto attivo, puoi pagarlo con il modello F24, anche questo rateizzato.
Le situazioni più comuni in cui il bonus non viene pagato
Il datore di lavoro non versa il trattamento integrativo in busta paga principalmente per questi motivi:
Hai avuto più contratti di lavoro nello stesso anno: il secondo datore non conosceva il tuo reddito complessivo e non ha potuto calcolare correttamente il beneficio.
Hai alternato lavoro dipendente e NASpI nel corso dell’anno e il conguaglio non è stato fatto automaticamente.
Il tuo datore di lavoro non aveva informazioni complete sul tuo reddito totale al momento delle buste paga.
In tutti questi casi, la dichiarazione dei redditi è lo strumento corretto per sistemare tutto. Se ti ritrovi in una di queste situazioni, il modo più diretto è rivolgerti a un CAF: il team PersonalCAF di GruppoPiù gestisce il 730 integrativo e recupera per te le somme spettanti — hai tempo fino al 25 ottobre.
Domande frequenti sul bonus Renzi e sul 730 integrativo
Ho perso la Certificazione Unica 2025: come posso recuperarla?
Puoi scaricarla dall’area riservata del sito INPS (inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi richiederla direttamente al tuo datore di lavoro, che è obbligato a conservarla e a fornirtela. Se hai difficoltà, un CAF può accedere ai dati direttamente dal sistema precompilato dell’Agenzia delle Entrate.
Ho avuto due contratti di lavoro nello stesso anno: ho comunque diritto al bonus Renzi?
Sì. Anzi, avere più datori di lavoro è una delle ragioni più frequenti per cui il bonus non viene pagato in automatico: il secondo datore non conosce il tuo reddito complessivo e non applica il beneficio. In sede di 730 integrativo è possibile recuperare l’importo corretto.
Percepisco la NASpI: ho diritto al trattamento integrativo?
Sì. I percettori di NASpI rientrano tra i beneficiari del trattamento integrativo, che viene calcolato sull’indennità di disoccupazione ricevuta.
Il bonus Renzi vale sempre 1.200 euro o può essere inferiore?
Dipende dalla fascia di reddito. Chi supera i 15.000 euro annui riceve un importo variabile, calcolato in base alle detrazioni presenti nella dichiarazione: più detrazioni hai (figli a carico, mutuo, spese mediche), più è probabile che il bonus venga riconosciuto — ma l’importo esatto va calcolato caso per caso.
Posso recuperare solo la parte di bonus che non ho ricevuto, se me n’è stata pagata una quota?
Sì. Se il Punto 391 della Certificazione Unica mostra un importo inferiore a quello che ti spetterebbe, puoi recuperare la differenza esatta attraverso il 730 integrativo.
Cosa puoi fare ora
✅ Il nostro CAF elabora il 730 integrativo per recuperare il trattamento integrativo non ricevuto. Fai il tuo 730 online con PersonalCAF: carichi i documenti, GruppoPiù elabora tutto. La scadenza è il 25 ottobre.
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Note normative
Il trattamento integrativo è stato istituito dall’art. 1 del Decreto Legge n. 3 del 5 febbraio 2020 (convertito con Legge n. 21/2020), in sostituzione del precedente “bonus 80 euro” introdotto nel 2014. Le soglie di reddito (15.000 e 28.000 euro) e l’importo massimo annuo (1.200 euro) sono stati confermati dalle successive leggi di bilancio. Le istruzioni per la compilazione dei campi della Certificazione Unica (Punti 390 e 391) sono definite annualmente dall’Agenzia delle Entrate. La scadenza del 25 ottobre per la presentazione del 730 integrativo è stabilita dalla normativa vigente sulla dichiarazione dei redditi e può essere soggetta a variazioni in caso di proroga ministeriale.
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