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Vendita oro usato e 730/2026: quando si paga la tassazione sulla plusvalenza

  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 7 min
oro

Vendere gioielli usati al compro oro non crea quasi mai un problema fiscale. Vendere lingotti o monete d'oro è un'altra storia: le regole sono cambiate con la Legge di Bilancio 2024 e chi non ha conservato la fattura di acquisto rischia oggi di pagare il 26% sull'intero incasso, non solo sulla plusvalenza reale. Questa guida spiega esattamente in quali casi scatta l'obbligo dichiarativo, come calcolare l'imposta per la plusvalenza da vendita oro nel 730.



Vendere gioielli al compro oro va dichiarato nel 730?


No, nella grande maggioranza dei casi. La vendita occasionale di gioielli personali — catenine, anelli, fedi, bracciali, orecchini — non genera una plusvalenza tassabile ai sensi del TUIR. La legge considera questi oggetti beni personali ceduti per ottenere liquidità, senza finalità speculative, e ne esclude la rilevanza fiscale.


Il fondamento normativo è la Circolare n. 165/E/1998 dell'Agenzia delle Entrate, che chiarisce come l'articolo 67, comma 1, lettera c-ter) del TUIR assoggetti a tassazione i metalli preziosi allo stato grezzo o monetato (lingotti, pani, verghe, monete), ma escluda l'oreficeria e la gioielleria lavorata. Un anello o una collana, anche se realizzati in oro 24 carati, non rientrano nella categoria tassabile.



Cosa succede quando il compro oro chiede il documento d'identità


Questa procedura crea spesso confusione e allarmismo. Quando si porta oro usato a un compro oro, l'operatore è tenuto per legge a richiedere un documento d'identità e il codice fiscale, registrando l'operazione in un apposito registro informatico. Non si tratta di una comunicazione automatica all'Agenzia delle Entrate né di un adempimento fiscale: è una misura obbligatoria prevista dalla normativa antiriciclaggio e di pubblica sicurezza, che serve a tracciare la provenienza dei beni preziosi, non a calcolare le tasse del cedente.


Quando invece la vendita di oro usato diventa rilevante fiscalmente


Il quadro cambia in due situazioni:


  • Vendita frequente o abituale di oreficeria: se l'attività assume carattere sistematico, il fisco può ricondurla a un'attività commerciale, con conseguenze ben più complesse della semplice dichiarazione di plusvalenza.

  • Vendita di oggetti acquistati con finalità speculative: se un privato ha acquistato oggetti preziosi non per uso personale ma con l'intenzione di rivenderli con profitto, la logica si avvicina a quella dell'oro da investimento.


Nei casi ordinari — la fede nuziale, la collana della nonna, un bracciale non più utilizzato — non c'è nulla da dichiarare nel 730.



Oro da investimento: come funziona la tassazione nel 2026


Le plusvalenze derivanti dalla vendita di oro da investimento sono tassate al 26% e vanno obbligatoriamente dichiarate al fisco. La definizione di oro da investimento comprende:

  • Lingotti e verghe di purezza pari o superiore a 995 millesimi

  • Monete d'oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800 e con corso legale nel Paese di origine

  • Materiale d'oro ad uso prevalentemente industriale in forma di semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi


La plusvalenza è la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo d'acquisto documentato. Su questa differenza si applica l'imposta sostitutiva del 26%. 


Esempio pratico: acquisto un lingotto da 100 g a 6.500 € e lo rivendo a 9.000 €. La plusvalenza è 2.500 €. L'imposta sostitutiva è il 26% di 2.500 €, pari a 650 €.

Il possesso di oro da investimento non genera di per sé obblighi dichiarativi nella dichiarazione dei redditi. L'obbligo fiscale nasce solo al momento della rivendita, se si realizza una plusvalenza.


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La trappola della fattura mancante: cosa è cambiato con la Legge di Bilancio 2024


Qui si nasconde il rischio più serio per i contribuenti. Prima del 1° gennaio 2024, chi non disponeva della fattura di acquisto poteva beneficiare di un regime forfettario: lo Stato presumeva che la plusvalenza fosse pari al 25% del ricavato della vendita, e applicava il 26% solo su quella quota. In pratica, l'imposta netta era circa il 6,5% dell'incasso totale.

Con l'art. 1, comma 92, lett. c) della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di Bilancio 2024), il regime forfettario è stato abolito. Dal 1° gennaio 2024:


  • Con fattura di acquisto: si paga il 26% sulla plusvalenza reale (vendita meno acquisto)

  • Senza fattura di acquisto: si paga il 26% sull'intero importo della vendita


Riprendendo l'esempio precedente: stessa vendita da 9.000 € senza fattura → imposta di 2.340 € invece di 650 €. La differenza è di quasi 1.700 €. Chi possiede oro ereditato o acquistato informalmente molti anni fa, per il quale è difficile reperire documentazione, è il soggetto più esposto a questa norma.


Il criterio LIFO per chi ha acquistato oro in più tranche


Chi ha acquistato oro in momenti diversi deve sapere che, ai fini della determinazione della base imponibile, si applicano le regole dell'art. 67, comma 1-bis del TUIR: vengono considerati ceduti per primi i metalli acquistati più di recente (criterio LIFO — last in, first out), salvo che il contribuente possa dimostrare di aver venduto oro acquistato in data anteriore.



Dove si dichiara la plusvalenza sull'oro: 730 o Modello Redditi?


Fino alla dichiarazione dei redditi 2024 (anno d'imposta 2023), le plusvalenze da metalli preziosi erano gestibili solo tramite il Modello Redditi Persone Fisiche, nel Quadro RT, Sezione II. Questo costringeva anche i lavoratori dipendenti e i pensionati a presentare una doppia dichiarazione o a rinunciare al modello precompilato.

Dal modello 730/2025 (redditi 2024), queste plusvalenze possono essere dichiarate anche tramite il 730, nel Quadro T dedicato alle plusvalenze e agli altri redditi diversi di natura finanziaria. La stessa impostazione vale per il 730/2026 (redditi 2025).

Resta comunque valida l'alternativa del Modello Redditi PF con il Quadro RT: in caso di operazioni complesse — oro detenuto all'estero con obblighi di monitoraggio nel Quadro RW, minusvalenze da compensare su anni precedenti, criteri LIFO da applicare su acquisti multipli — il Quadro RT rimane lo strumento più adeguato.


Compensazione delle minusvalenze


Se dalla vendita di oro da investimento si realizza una minusvalenza (cioè si vende a un prezzo inferiore al costo d'acquisto documentato), questa può essere portata in deduzione delle plusvalenze della stessa categoria realizzate nello stesso anno fiscale. L'eventuale eccedenza è riportabile nei quattro periodi d'imposta successivi. Anche in questo caso, la documentazione del prezzo d'acquisto è indispensabile: senza fattura, non è possibile dimostrare la minusvalenza né compensarla.


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Oro e ISEE 2026: c'è un obbligo dichiarativo?


Sì, ma riguarda la DSU, non la dichiarazione dei redditi. Dal 13 settembre 2024 — in seguito alle FAQ pubblicate da INPS e Ministero del Lavoro — i lingotti d'oro fisico vanno inclusi nel modello ISEE tra gli "altri strumenti finanziari", nel Quadro FC2, Sezione II, codice 99. Va indicato il controvalore in euro calcolato alla quotazione ufficiale dell'oro al 31 dicembre dell'anno di riferimento della DSU.


Non si tratta di una nuova imposta: è un obbligo dichiarativo che fa confluire il valore del metallo nel calcolo dell'ISEE, con possibili effetti sull'accesso a prestazioni agevolate per chi detiene quantità rilevanti. I gioielli personali non sono soggetti a questo obbligo.



FAQ — Le domande più frequenti sulla vendita di oro e la dichiarazione


Devo dichiarare nel 730 il ricavato della vendita di catenine e gioielli usati?


No. La vendita occasionale di gioielli personali (orecchini, collane, bracciali, fedi) non genera plusvalenza tassabile secondo la normativa TUIR e la Circolare AdE n. 165/E/1998. Il ricavato non va indicato nel 730 né in alcun altro modello dichiarativo.


Ho venduto un lingotto d'oro ma non ho più la fattura. Quanto pago di tasse?


Dal 1° gennaio 2024, in assenza di documentazione d'acquisto, il 26% si applica sull'intero incasso della vendita — non solo sulla plusvalenza. Su una vendita da 5.000 €, l'imposta è 1.300 €. Con una fattura che attesta un acquisto a 3.500 €, l'imposta sarebbe invece il 26% di 1.500 € (la plusvalenza reale), cioè 390 €. La differenza è sostanziale.


Dove si dichiara la plusvalenza da vendita di oro nel 730/2026?


Nel Quadro T del modello 730, dedicato alle plusvalenze e agli altri redditi diversi di natura finanziaria. In alternativa, è possibile utilizzare il Quadro RT, Sezione II, del Modello Redditi PF.


Il compro oro comunica i dati alla Agenzia delle Entrate?


No, non in modo automatico. La registrazione dell'operazione nel registro informatico dell'operatore è un adempimento antiriciclaggio previsto dalla normativa di pubblica sicurezza, non una comunicazione fiscale diretta all'Agenzia delle Entrate.


Le monete d'oro sono tassate come i lingotti?


Sì. Le monete d'oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800 e con corso legale nel Paese di origine, rientrano nella definizione di oro da investimento ai sensi della Legge n. 7/2000. Le plusvalenze dalla loro cessione sono tassate al 26% e dichiarate con le stesse regole dei lingotti (art. 67, comma 1, lett. c-ter) del TUIR).


Se eredito oro da investimento, devo pagare imposte al momento della successione?


No. La successione in oro fisico non genera plusvalenza imponibile al momento del trasferimento. L'obbligo fiscale sorge solo al momento della eventuale rivendita. Tuttavia, il valore dell'oro ereditato andrà documentato per poter calcolare correttamente la plusvalenza futura: in assenza di documentazione, si applicherà la regola del 26% sull'intero incasso.



Cosa puoi fare ora


✅ 1. Dichiarazione dei redditi con plusvalenze da oro

Se nel 2025 hai venduto oro da investimento e devi inserire la plusvalenza nel 730/2026, il Quadro T richiede dati precisi: corrispettivo percepito, costo d'acquisto documentato, criteri di calcolo. Fai il tuo 730 online con PersonalCAF: carichi i documenti, GruppoPiù elabora tutto.


✅2. Rimani aggiornato su bonus, scadenze fiscali e novità normative

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