Criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2026: quando dichiararle, come farlo e cosa rischi se non lo fai
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Devi dichiarare le criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2026 se hai realizzato plusvalenze superiori a 2.000 euro nel corso del 2025, oppure se hai detenuto criptovalute il cui valore complessivo ha superato i 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi consecutivi nel corso dell'anno. Queste sono le due soglie operative fissate dalla normativa italiana, aggiornata dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e applicabile alla dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta 2025.
Se non hai superato nessuna delle due soglie, non hai obblighi dichiarativi. Se le hai superate, sei tenuto a compilare il quadro RW (monitoraggio fiscale) e, in caso di plusvalenze imponibili, anche il quadro RT del Modello Redditi PF 2026. Il Modello 730 non è sufficiente per dichiarare le plusvalenze da criptovalute: è necessario utilizzare il Modello Redditi PF.
Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026 e chi no?
L'obbligo di dichiarazione delle criptovalute nel 2026 dipende da due variabili distinte: l'importo delle plusvalenze realizzate nel 2025 e il valore complessivo del portafoglio detenuto. I due obblighi sono indipendenti tra loro.
Sei obbligato a dichiarare se:
Hai realizzato plusvalenze nette (guadagni meno perdite) superiori a 2.000 euro nel 2025, vendendo, scambiando o convertendo criptovalute. In questo caso compili il quadro RT del Modello Redditi PF 2026 e paghi un'imposta sostitutiva del 26% sulla differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto.
Hai detenuto criptovalute per un valore complessivo superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi nel corso del 2025. In questo caso compili il quadro RW anche se non hai venduto nulla, perché si tratta di un obbligo di monitoraggio fiscale (non di tassazione).
Non sei obbligato a dichiarare se:
Le tue plusvalenze nette del 2025 non superano i 2.000 euro.
Non hai mai detenuto un portafoglio crypto superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi.
Hai solo detenuto criptovalute senza venderle né scambiarle, e il loro valore è rimasto sotto la soglia sopra indicata.
Attenzione alla distinzione tra vendita e scambio: secondo l'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023), anche lo scambio di una criptovaluta con un'altra (ad esempio Bitcoin in Ethereum) è considerato un evento fiscalmente rilevante, esattamente come una vendita. Non serve convertire in euro per generare una plusvalenza imponibile.
Come si calcola la plusvalenza da criptovalute e quale aliquota si applica nel 2026?
La plusvalenza da criptovalute si calcola sottraendo il costo di acquisto documentato dal corrispettivo ricevuto al momento della cessione. L'aliquota applicabile è il 26%, sotto forma di imposta sostitutiva, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1, commi 126-147).
Formula base: Plusvalenza = prezzo di vendita (o valore al momento dello scambio) − costo di acquisto documentato
Se non riesci a documentare il costo di acquisto, l'Agenzia delle Entrate considera il valore di acquisto pari a zero, il che significa che l'intero importo della vendita diventa plusvalenza imponibile.
Cosa conta come "costo di acquisto documentato":
Estratti conto dell'exchange (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.)
Ricevute di acquisto con data e prezzo
Cronologia delle transazioni scaricabile dalla piattaforma
Per le criptovalute acquistate prima del 1° gennaio 2023: era possibile esercitare il "riallineamento" al valore di mercato del 1° gennaio 2023 pagando un'imposta sostitutiva del 14%, con termine fissato al 30 novembre 2023 (questa opzione non è più disponibile per il 2026).
Metodo LIFO o FIFO? La normativa italiana non specifica esplicitamente il metodo di valorizzazione delle scorte per le criptovalute. In assenza di indicazioni diverse da parte dell'Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere in grado di dimostrare quale unità specifica è stata ceduta. Nella pratica, la maggior parte dei professionisti fiscali applica il metodo LIFO (Last In, First Out), ma è opportuno mantenere la documentazione completa di tutte le transazioni.
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Come si dichiarano le criptovalute nel Modello Redditi 2026: quadro RW e quadro RT
Le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730, che non prevede i quadri necessari. Il documento corretto è il Modello Redditi PF 2026, che include il quadro RW per il monitoraggio fiscale e il quadro RT per le plusvalenze.
Quadro RW — Monitoraggio fiscale (obbligo di detenzione)
Il quadro RW va compilato da chi ha detenuto criptovalute per un valore complessivo superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi nel 2025. Dal 2023, le criptovalute sono equiparate alle attività finanziarie estere ai fini del monitoraggio fiscale.
Dati da inserire nel quadro RW:
Codice investimento: 14 (criptovalute, introdotto con la Legge di Bilancio 2023)
Valore iniziale al 1° gennaio 2025 (o alla data di acquisto se successiva)
Valore finale al 31 dicembre 2025 (o alla data di vendita se cedute nel corso dell'anno)
Quota di possesso
Paese: IT (le criptovalute non sono localizzate geograficamente ai sensi della normativa italiana)
Imposta sul valore delle criptovalute (IVACA): dal 2023 è stata introdotta un'imposta patrimoniale sulle criptovalute pari al 2 per mille annuo del valore delle criptovalute detenute al 31 dicembre, con una franchigia di 51.645,69 euro. Questa imposta si liquida nel quadro RW stesso.
Quadro RT — Plusvalenze da criptovalute
Il quadro RT va compilato se hai realizzato plusvalenze nette superiori a 2.000 euro nel 2025. L'imposta sostitutiva del 26% si calcola sulla plusvalenza netta e si versa tramite Modello F24, con scadenza al 30 novembre 2026 (rata unica) o in due rate: 40% entro il 30 giugno 2026 e 60% entro il 30 novembre 2026.
Le minusvalenze (perdite) realizzate nel 2025 possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso anno. Se le minusvalenze eccedono le plusvalenze, l'eccedenza può essere riportata a compensazione nei 4 anni fiscali successivi.
Cosa succede se non dichiari le criptovalute nel 2026?
Non dichiarare le criptovalute quando si è obbligati espone a sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, a conseguenze penali. L'Agenzia delle Entrate ha potenziato significativamente i controlli incrociati sugli exchange, anche grazie alla Direttiva DAC8 dell'Unione Europea (recepita in Italia), che obbliga le piattaforme di criptovalute a trasmettere i dati delle transazioni alle autorità fiscali dei Paesi UE.
Sanzioni previste per omessa dichiarazione delle plusvalenze (quadro RT):
Sanzione ordinaria: dal 90% al 180% dell'imposta evasa (art. 1 D.Lgs. 471/1997)
Con ravvedimento operoso entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/9 del minimo (quindi circa il 10%)
Con ravvedimento operoso entro un anno: sanzione ridotta a 1/7 del minimo
Sanzioni previste per omessa compilazione del quadro RW (monitoraggio):
Dal 3% al 15% del valore non dichiarato, elevato dal 6% al 30% se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata
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Exchange italiani vs exchange esteri: ci sono differenze dichiarative?
Dal punto di vista degli obblighi dichiarativi per il contribuente, non ci sono differenze sostanziali tra exchange italiani e exchange esteri: l'obbligo di monitoraggio nel quadro RW e la tassazione delle plusvalenze nel quadro RT si applicano in entrambi i casi.
La differenza pratica riguarda l'accesso alla documentazione: gli exchange italiani (o con sede nell'UE) sono tenuti, ai sensi della Direttiva DAC8, a fornire rendiconti fiscali strutturati. Molti exchange esteri (Binance, Kraken, Coinbase) forniscono già report CSV scaricabili dalle impostazioni dell'account, indispensabili per la compilazione della dichiarazione.
I wallet non custodial (MetaMask, Ledger) vanno dichiarati?
Sì. Anche le criptovalute detenute su wallet non custodial (hardware wallet come Ledger o Trezor, o software wallet come MetaMask) devono essere dichiarate nel quadro RW se il valore supera la soglia dei 51.645,69 euro per i 7 giorni lavorativi consecutivi. Il fatto che non ci sia un exchange intermediario non elimina l'obbligo di monitoraggio fiscale.
La difficoltà principale con i wallet non custodial è la ricostruzione del costo di acquisto, che deve essere documentato indipendentemente dalla piattaforma di detenzione.
NFT e staking: come si dichiarano nel 2026?
NFT: i proventi dalla cessione di NFT sono assimilati alle plusvalenze da criptovalute ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. c-sexies del TUIR (introdotto dalla Legge di Bilancio 2023). Si applicano le stesse soglie e la stessa aliquota del 26%.
Staking e yield farming: i proventi derivanti da staking (interessi maturati tenendo criptovalute in un protocollo) sono considerati redditi di capitale ai sensi dell'art. 44 TUIR e tassati anch'essi al 26%, ma vanno indicati nel quadro RL del Modello Redditi PF, non nel quadro RT. Anche qui vale la regola: se non dichiari e l'Agenzia delle Entrate lo rileva tramite i dati DAC8, le sanzioni partono dal 90% dell'imposta evasa.
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Domande frequenti sulle criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2026
Se ho solo comprato Bitcoin e non ho venduto niente, devo dichiararlo?
Dipende dal valore detenuto. Se il tuo portafoglio ha superato 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi nel 2025, sei obbligato a compilare il quadro RW anche senza aver effettuato alcuna vendita. Se non hai mai raggiunto quella soglia, non hai obblighi dichiarativi per il solo fatto di detenere criptovalute.
Posso usare il 730 precompilato per dichiarare le criptovalute?
No. Il Modello 730, incluso il 730 precompilato messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, non prevede i quadri RW e RT necessari per le criptovalute. Devi presentare il Modello Redditi PF 2026. Se hai anche redditi da lavoro dipendente e vuoi presentarli tramite 730, dovrai comunque integrare con il Modello Redditi PF per la parte crypto.
Se ho perso soldi con le criptovalute nel 2025, devo comunque dichiarare?
Se hai realizzato minusvalenze (perdite) superiori a 2.000 euro, dichiarare è a tuo vantaggio: le perdite possono essere riportate a compensazione nei 4 anni successivi, riducendo le imposte future. Non dichiarare le perdite significa perderle definitivamente come credito fiscale. L'obbligo di monitoraggio nel quadro RW rimane se hai detenuto un valore superiore alla soglia, indipendentemente dal risultato economico.
Entro quando va presentata la dichiarazione con le criptovalute nel 2026?
Il Modello Redditi PF 2026 (relativo all'anno d'imposta 2025) può essere presentato dal 2 maggio al 31 ottobre 2026 in forma cartacea tramite intermediario abilitato (CAF, professionista), oppure telematicamente entro il 31 ottobre 2026. Le scadenze di pagamento dell'imposta sostitutiva del 26%: prima rata il 30 giugno 2026, seconda rata (con maggiorazione dello 0,4%) il 30 novembre 2026.
Lo scambio tra criptovalute diverse è tassato?
Sì. Secondo l'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023), qualsiasi conversione da una criptovaluta a un'altra è un evento fiscalmente rilevante. Se vendi Bitcoin per comprare Ethereum, realizzi una plusvalenza (o minusvalenza) sul Bitcoin ceduto, calcolata sulla differenza tra il valore al momento dello scambio e il costo di acquisto originario.
Checklist documenti per dichiarare le criptovalute nel 2026
Prima di compilare il Modello Redditi PF 2026, assicurati di avere a disposizione:
Estratto conto completo di tutti gli exchange utilizzati (CSV o PDF con storico transazioni 2025)
Data e prezzo di acquisto di ogni criptovaluta ceduta o scambiata nel 2025
Data e corrispettivo di ogni cessione o scambio effettuato nel 2025
Valore del portafoglio al 1° gennaio 2025 e al 31 dicembre 2025 (per il quadro RW)
Documentazione di eventuali airdrop, staking rewards o proventi da yield farming ricevuti nel 2025
Per i wallet non custodial: export della cronologia delle transazioni (disponibile su Etherscan per Ethereum, su blockchain explorer per Bitcoin)
Se utilizzi più exchange o hai effettuato operazioni su DeFi, la ricostruzione del costo di acquisto può essere complessa. Alcuni software di tax reporting per crypto (come Koinly o CoinTracker) possono aggregare i dati automaticamente, ma il risultato va sempre verificato da un professionista prima della presentazione.
Cosa puoi fare ora
✅ 1. Presenta il tuo Modello Redditi con le criptovalute correttamente compilato
Le criptovalute nella dichiarazione dei redditi richiedono quadri specifici (RW e RT) che non sono disponibili nel 730 standard. Con PersonalCAF di GruppoPiù puoi caricare online tutta la tua documentazione — estratti conto degli exchange, storico transazioni, report CSV — e il nostro team elabora tutto, calcola le plusvalenze, compila i quadri corretti e verifica che non ci siano errori. Fai il tuo Modello Redditi 2026 con PersonalCAF di GruppoPiù — carichi i documenti, noi elaboriamo tutto.
✅ 2. Rimani aggiornato su novità fiscali e scadenze La normativa sulle criptovalute è in continua evoluzione. La Direttiva DAC8 è già in vigore, le soglie potrebbero aggiornarsi con la prossima Legge di Bilancio, e ogni anno cambiano istruzioni e modelli. Iscriviti alla newsletter GruppoPiù — ogni mese le novità fiscali che contano, senza rumore di fondo.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo e sono aggiornate alla data di pubblicazione. Le normative fiscali possono variare nel tempo. Per una consulenza personalizzata sulla tua situazione specifica, il team GruppoPiù è a tua disposizione.


