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Auto distrutta in un incidente: chi paga il danno totale e come si calcola il risarcimento

  • 21 minuti fa
  • Tempo di lettura: 6 min
auto incidente

Se la tua auto è distrutta in un incidente, chi paga?

L’assicurazione del responsabile, ma il risarcimento non coincide con il prezzo pagato: viene liquidato in base al valore commerciale del veicolo al momento del sinistro. In caso di concorso di colpa o assenza di garanzie accessorie (come la kasko), l’importo può ridursi o restare a carico del proprietario.


Quando il danno supera il valore dell’auto, si parla di danno totale (tecnico o economico). In queste situazioni, la liquidazione avviene normalmente “per equivalente”, cioè sulla base del valore di mercato ante sinistro, salvo casi particolari ammessi dalla giurisprudenza.



Chi paga se l’auto è distrutta in un incidente stradale?


Paga l’assicurazione del conducente responsabile, salvo concorso di colpa o responsabilità esclusiva del proprietario danneggiato. L’RC Auto copre i danni causati a terzi, non quelli subiti dal proprio veicolo, a meno che non siano presenti garanzie accessorie.


Responsabilità e presunzione di colpa (art. 2054 c.c.)


In base all’art. 2054 c.c., il conducente è presunto responsabile del danno prodotto dalla circolazione del veicolo, salvo prova contraria. Questo significa che:

  • se l’altro conducente è responsabile, la sua compagnia assicurativa deve risarcire il danno;

  • se c’è concorso di colpa, il risarcimento viene ridotto in proporzione;

  • se sei tu il responsabile, la tua RC Auto risarcisce i terzi, ma non copre il tuo veicolo, salvo kasko o altre garanzie accessorie.


Proprio per questo è fondamentale verificare che la propria copertura sia adeguata al valore del veicolo e alle proprie abitudini di guida. Con GruppoPiù puoi richiedere online un preventivo RC Auto personalizzato in modo comodo, semplice e veloce, valutando anche eventuali garanzie accessorie che ti proteggano in caso di danno totale o concorso di colpa.


Indennizzo diretto: quando puoi rivolgerti alla tua compagnia


Se l’incidente coinvolge due veicoli a motore identificati e assicurati, puoi attivare la procedura di indennizzo diretto (artt. 149 e ss. D.lgs. 209/2005).

In questo caso:

  • ti rivolgi alla tua assicurazione;

  • la tua compagnia liquida il danno;

  • poi si rivale sull’assicuratore del responsabile.


Per il danneggiato, non cambia il criterio di calcolo: il riferimento resta sempre il valore commerciale dell’auto prima del sinistro.



Danno totale: cosa significa e quando il risarcimento non copre il prezzo pagato?


Il danno totale si verifica quando l’auto non è più tecnicamente riparabile o quando il costo della riparazione supera il suo valore di mercato. In questi casi, il risarcimento si basa sul valore commerciale ante sinistro, non sul prezzo di acquisto.


Danno tecnico totale e danno economico totale


Si distinguono due ipotesi:


Danno tecnico totale


L’auto non è più idonea alla circolazione. È strutturalmente compromessa e non può essere rimessa in strada in sicurezza.


Danno economico totale


La riparazione è tecnicamente possibile, ma antieconomica: il costo degli interventi supera il valore di mercato del veicolo.

In entrambi i casi, l’assicurazione liquida il danno in base al valore dell’auto immediatamente prima dell’incidente.


Perché il risarcimento non coincide con quanto hai pagato


Il principio giuridico è chiaro (art. 1223 c.c.):

Il risarcimento deve reintegrare la perdita subita, senza generare un vantaggio economico.

Se hai comprato l’auto da pochi mesi, ma il mercato la valuta meno al momento del sinistro, il rimborso sarà parametrato al valore attuale, non alla spesa sostenuta.

L’obiettivo è riportare il danneggiato nella situazione patrimoniale precedente al sinistro, non metterlo in una condizione migliore.


Sapere in anticipo come funziona la liquidazione del danno consente di evitare brutte sorprese. Prima che si verifichi un sinistro, può essere utile valutare una copertura adeguata: con GruppoPiù puoi richiedere il tuo preventivo RC Auto personalizzato online, in modo semplice e veloce, così da scegliere la soluzione più coerente con il valore reale del tuo veicolo.


Eccezione: quando la riparazione può essere risarcita anche se costa di più


La Corte di Cassazione (ord. n. 10686/2023) ha chiarito che:

  • la riparazione può essere risarcita anche se supera il valore di mercato,

  • purché non comporti un arricchimento indebito.


In questi casi può trovare spazio la reintegrazione in forma specifica (art. 2058 c.c.), ma si tratta di ipotesi non automatiche e da valutare caso per caso.



Come si calcola il risarcimento per un’auto distrutta?


Il risarcimento si calcola sulla base del valore di mercato del veicolo al momento dell’incidente, determinato tramite perizia. Non è una cifra astratta, ma il risultato di una valutazione tecnica concreta.


Quali elementi determinano il valore commerciale


La stima tiene conto di:

  • quotazioni correnti di mercato;

  • anno di immatricolazione;

  • chilometraggio;

  • stato di manutenzione;

  • optional e dotazioni;

  • condizioni generali del mezzo.


L’obiettivo è individuare il prezzo realisticamente ottenibile per un’auto analoga in condizioni simili.


Il ruolo decisivo della perizia

Nel danno totale, la perizia è centrale.

La compagnia incarica un proprio perito per:

  • verificare se la riparazione è antieconomica;

  • stimare il valore ante sinistro;

  • formulare l’offerta risarcitoria.


Tuttavia, il danneggiato non è vincolato a questa valutazione.


Perizia di parte: quando conviene


Può essere utile richiedere una perizia di parte quando:

  • il valore stimato appare inferiore alle quotazioni di mercato;

  • non sono stati considerati optional rilevanti;

  • l’auto era in condizioni particolarmente buone;

  • le quotazioni utilizzate non sono aggiornate.


Quando emergono differenze significative tra le valutazioni, il confronto tra le perizie può incidere concretamente sull’importo liquidato.


Il valore del relitto e la sua incidenza


Se il veicolo conserva un valore come relitto e resta nella disponibilità del proprietario, tale importo viene detratto dal risarcimento.

Se invece il relitto viene ceduto nell’ambito della liquidazione, la detrazione deve essere coerente con l’effettiva perdita patrimoniale.


Altre voci risarcibili oltre al valore dell’auto


Il danno patrimoniale non si esaurisce nel valore del mezzo.

Possono rientrare nel risarcimento:

  • spese di recupero del veicolo;

  • costi di rottamazione;

  • spese strettamente connesse alla sostituzione;

  • fermo tecnico, se dimostrabile come perdita economicamente apprezzabile.


Anche queste voci devono essere conseguenza immediata e diretta del sinistro (art. 1223 c.c.).





Cosa fare per ottenere il giusto risarcimento se l’auto è distrutta


Per ottenere un risarcimento adeguato occorre presentare una denuncia precisa, verificare la perizia e valutare attentamente l’offerta prima di accettarla. L’offerta assicurativa non è un atto definitivo, ma una proposta negoziale.


Denuncia del sinistro chiara e coerente


Una ricostruzione imprecisa può incidere:

  • sull’accertamento della responsabilità;

  • sulla percentuale di concorso di colpa;

  • sui tempi di liquidazione.


Oltre a gestire correttamente il sinistro, la prevenzione resta lo strumento più efficace. Se vuoi verificare oggi stesso la tua copertura, con GruppoPiù puoi richiedere un preventivo RC Auto personalizzato online, in modo comodo, semplice e veloce, così da evitare scoperture che potrebbero pesare economicamente in caso di incidente grave.


Verifica della quantificazione del danno


Prima di accettare l’offerta:

  • controlla quale valore di mercato è stato attribuito;

  • verifica che siano state considerate tutte le caratteristiche del veicolo;

  • accerta che siano incluse le spese accessorie documentate.


Nel danno totale, la controversia riguarda quasi sempre la quantificazione, non l’esistenza del danno.

Accettare senza verifica può trasformare una perdita materiale in un ristoro solo parziale.



Ecco cosa fare ora


1. Attiva una polizza RC Auto su misura con GruppoPiù

Una copertura adeguata, eventualmente integrata con garanzie accessorie come la kasko, può fare la differenza in caso di danno totale o concorso di colpa. Con GruppoPiù puoi richiedere online un preventivo RC Auto personalizzato, in modo comodo, semplice e veloce, scegliendo la soluzione più adatta alle tue esigenze di guida e al valore del tuo veicolo.


2. Non perdere aggiornamenti su assicurazioni e risarcimenti

Normative, orientamenti giurisprudenziali e criteri di liquidazione possono cambiare. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere aggiornamenti chiari e operativi su RC Auto, responsabilità, danno totale e tutela del patrimonio.



FAQ – Domande frequenti su auto distrutta e risarcimento


Se la macchina è distrutta mi pagano quanto l’ho pagata?


No. Il risarcimento si basa sul valore commerciale dell’auto al momento dell’incidente, non sul prezzo di acquisto.


Se il danno supera il valore dell’auto cosa succede?


Si configura un danno economico totale. L’assicurazione liquida il valore di mercato ante sinistro, salvo eccezioni riconosciute dalla giurisprudenza.


Posso rifiutare l’offerta dell’assicurazione?


Sì. L’offerta è una proposta negoziale. Puoi contestarla, richiedere chiarimenti o presentare una perizia di parte.


Se ho concorso di colpa quanto mi spetta?


Il risarcimento viene ridotto in proporzione alla percentuale di responsabilità attribuita.


Senza kasko mi pagano la mia auto se ho torto?


No. L’RC Auto obbligatoria copre i danni ai terzi, non quelli al proprio veicolo.



Cosa sapere quando l’auto è distrutta


Quando un’auto è distrutta in un incidente, il nodo centrale non è se spetti un risarcimento, ma quanto spetti realmente. Il parametro è il valore di mercato ante sinistro, determinato tramite perizia e influenzato da molteplici fattori tecnici.


Comprendere la differenza tra prezzo pagato e valore commerciale, conoscere il ruolo della perizia e verificare attentamente l’offerta sono passaggi essenziali per evitare che un danno totale si traduca in una liquidazione insufficiente.


Il principio guida resta uno: il risarcimento deve compensare la perdita effettiva, senza generare vantaggi, ma anche senza lasciare scoperta una parte del pregiudizio subito.



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