Bonus caldaie 2026: ecco cosa è ancora agevolato e come scegliere

Dal 2026 le caldaie alimentate esclusivamente a gas non rientrano più in nessun bonus edilizio. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nel recepire le nuove regole sull’efficienza energetica. Non esiste un “bonus caldaia” in senso stretto, ma esistono tre strumenti distinti — Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni e Conto Termico 3.0 — ciascuno con aliquote, requisiti e modalità di rimborso diversi. La scelta dipende dal tipo di impianto che installi e dalla tua situazione fiscale.
Cosa è cambiato nel 2026 per chi vuole sostituire la caldaia?
La caldaia a gas tradizionale è fuori dai bonus edilizi. Non è una novità dell’ultimo momento: l’esclusione è stata confermata dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito della revisione degli incentivi per l’efficienza energetica, ed è in vigore per tutte le spese sostenute dal 1° gennaio 2026. Questo vale sia per l’Ecobonus sia per il Bonus Ristrutturazioni: se installi una nuova caldaia a gas al posto di una vecchia, non hai diritto ad alcuna detrazione fiscale.
Non significa che devi rinunciare a qualsiasi agevolazione. Significa che l’incentivo, oggi, premia chi fa un passo in avanti tecnologico — non chi sostituisce un sistema fossile con uno identico.
Quali impianti di riscaldamento sono ancora agevolati nel 2026?
Restano agevolati i sistemi che riducono le emissioni e migliorano l’efficienza energetica dell’abitazione:
Sistemi ibridi: una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione (che usa il gas come supporto, non come unica fonte)
Pompe di calore ad alta efficienza: il sistema che trasferisce calore dall’aria o dal suolo, senza bruciare combustibili
Scaldacqua a pompa di calore: specifici per la produzione di acqua calda sanitaria
Generatori a biomassa: impianti alimentati a pellet o legna certificata
Se stai valutando la sostituzione del tuo vecchio impianto, il primo passo è verificare con un tecnico quale tra questi sistemi è compatibile con la struttura della tua abitazione. La scelta dell’impianto determina quale percorso di incentivo puoi seguire.
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Come funzionano le detrazioni fiscali per chi sostituisce l’impianto di riscaldamento nel 2026?
Le detrazioni fiscali non sono denaro che ricevi subito: sono una riduzione delle imposte che paghi negli anni successivi. In pratica, la spesa sostenuta viene portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi e recuperata in dieci quote annuali di pari importo. Per trarne beneficio pieno, è necessario avere redditi sufficienti da “assorbire” la detrazione anno per anno — chi ha redditi molto bassi potrebbe trovare più conveniente il Conto Termico 3.0, descritto più avanti.
Esistono due detrazioni applicabili alla sostituzione degli impianti di riscaldamento agevolati: l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni.
Ecobonus 2026: le aliquote per l’abitazione principale e gli altri immobili
L’Ecobonus è la detrazione dedicata agli interventi di efficienza energetica. Per le spese sostenute nel 2026, le aliquote confermate dall’Agenzia delle Entrate sono:
50% della spesa, se l’immobile è la tua abitazione principale — cioè l’immobile in cui risulti residente
36% della spesa, per tutti gli altri immobili (seconde case, appartamenti in affitto di proprietà, immobili non residenziali)
La detrazione si recupera in 10 anni, tramite il modello 730 o Redditi PF. Per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale il limite massimo di spesa ammessa alla detrazione è definito dalla norma di riferimento (vedi nota finale).
Bonus Ristrutturazioni 2026: perché conviene non aspettare il 2027
Il Bonus Ristrutturazioni offre le stesse aliquote dell’Ecobonus — 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri casi — ma con un tetto di spesa più elevato: fino a 96.000 euro per unità immobiliare. Questo lo rende più adatto a chi ha interventi più ampi, che riguardano non solo l’impianto ma anche altri lavori nella stessa abitazione.
Il motivo per agire entro il 31 dicembre 2026 è concreto: dal 2027 le aliquote scendono. L’Agenzia delle Entrate ha confermato che dal prossimo anno il Bonus Ristrutturazioni passerà al 36% per l’abitazione principale e al 30% per tutti gli altri casi. Su una spesa di 20.000 euro, chi paga entro il 2026 recupera 10.000 euro; chi paga nel 2027 ne recupera 7.200. La differenza è 2.800 euro netti in meno, a parità di lavori.
Attenzione al pagamento, non alla data dei lavori. L’aliquota che si applica è quella dell’anno in cui effettui il pagamento, non dell’anno in cui vengono eseguiti i lavori. Se i lavori partono a novembre 2026 ma paghi la fattura finale a gennaio 2027, si applica l’aliquota 2027.
Se stai pianificando la sostituzione dell’impianto, il nostro CAF può aiutarti a raccogliere la documentazione necessaria per la detrazione — compreso il visto di conformità obbligatorio per inserire la spesa in dichiarazione. Contattaci per una consulenza prima di avviare i lavori.
Il Conto Termico 3.0: il contributo a fondo perduto che non dipende dal tuo reddito
Il Conto Termico 3.0 è uno strumento completamente diverso dalle detrazioni fiscali: è un contributo a fondo perduto, cioè denaro che lo Stato eroga direttamente, senza che tu debba attendere anni di dichiarazioni dei redditi per recuperarlo. Lo promuove il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e lo gestisce il GSE (Gestore dei Servizi Energetici S.p.A.).
Il vantaggio principale è che non richiede capienza fiscale: anche se hai un reddito basso o sei pensionato, puoi ricevere il contributo in modo pieno.
Quanto si riceve e come funziona il rimborso
Per i privati che sostituiscono l’impianto di riscaldamento con sistemi a fonti rinnovabili — pompe di calore, impianti ibridi, generatori a biomassa — il Conto Termico 3.0 può coprire fino al 65% della spesa sostenuta.
Se l’importo del contributo è inferiore a 15.000 euro, viene erogato in un’unica soluzione e in tempi relativamente rapidi dopo l’approvazione della domanda. Per importi superiori, l’erogazione avviene in più anni. In ogni caso, il denaro arriva direttamente sul tuo conto corrente — non passa per la dichiarazione dei redditi.
Come si fa domanda al GSE
La domanda va presentata online sul portale del GSE al termine dei lavori. Non si tratta di un’autocertificazione: è necessario che un tecnico abilitato (geometra, ingegnere, perito) compili la scheda tecnica dell’intervento. I documenti di spesa — fatture e ricevute di pagamento — devono essere allegati in modo completo.
Quale percorso scegliere? Confronto pratico tra i tre incentivi per il Bonus Caldaie 2026
La tabella qui sotto riassume le differenze principali per aiutarti a orientarti prima di parlare con un tecnico o con il tuo CAF.
Incentivo | Quanto copre | Come si riceve | Serve reddito sufficiente? | Quando conviene |
Ecobonus 2026 | 50% (ab. principale) / 36% (altri immobili) | Detrazione in 10 anni sul 730 | Sì | Chi ha redditi medi o alti e intervento entro il limite di spesa Ecobonus |
Bonus Ristrutturazioni 2026 | 50% (ab. principale) / 36% (altri immobili) | Detrazione in 10 anni sul 730 | Sì | Chi ha un intervento più ampio (fino a 96.000 euro) o lavori abbinati |
Conto Termico 3.0 | Fino al 65% | Bonifico diretto, in 1-3 rate | No | Chi ha redditi bassi, chi è pensionato, chi vuole liquidità rapida |
Cosa serve per accedere alle detrazioni fiscali (Ecobonus / Bonus Ristrutturazioni)
Prima di iniziare i lavori:
preventivo dettagliato dell’impresa installatrice
scheda tecnica del nuovo impianto con i dati di efficienza energetica
Durante i lavori:
tutti i pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario o postale con causale speciale (deve riportare: il tuo codice fiscale, la norma agevolativa, i dati dell’impresa che esegue i lavori — questo tipo di bonifico è spesso chiamato “parlante” dagli istituti bancari)
Dopo la fine dei lavori:
APE post-operam (il documento che certifica il consumo energetico dell’immobile dopo i lavori), redatto da un tecnico abilitato
certificazione tecnica rilasciata dal professionista che ha seguito i lavori
trasmissione dei dati all’ENEA entro 90 giorni dalla data di fine lavori — questo passaggio è obbligatorio e spesso dimenticato; se non viene fatto in tempo, si perde la detrazione
visto di conformità del CAF o del professionista abilitato, necessario per inserire le spese nella dichiarazione dei redditi
Hai lavori in casa o hai già sostenuto spese per bonus edilizi? Il nostro CAF si occupa del visto di conformità e ti guida in ogni adempimento — contattaci per una consulenza.
Cosa serve per il Conto Termico 3.0
Dopo la fine dei lavori:
fatture e ricevute di tutti i pagamenti
scheda tecnica dell’impianto installato
relazione tecnica firmata dal tecnico abilitato
accesso al portale del GSE e invio della domanda di incentivo
Domande frequenti: sezione FAQ
La mia caldaia a gas combinata (riscaldamento e acqua calda) rientra nei bonus 2026?
No. Dal 2026, le caldaie alimentate esclusivamente a gas — incluse quelle combinate che producono anche acqua calda sanitaria — sono escluse da Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate. Il bonus scatta solo se installi un impianto di tipo diverso: ibrido, a pompa di calore o a biomassa.
Posso accedere al Conto Termico 3.0 se sono inquilino e non proprietario di casa?
No. Il Conto Termico 3.0, per i privati in ambito residenziale, è riservato ai proprietari dell’immobile. L’affittuario non può presentare domanda, perché l’intervento riguarda impianti fissi che restano all’immobile.
Se i lavori finiscono nel 2026 ma pago la fattura a gennaio 2027, che aliquota si applica?
Si applica l’aliquota dell’anno in cui avviene il pagamento, non dell’anno in cui finiscono i lavori. Pagare a gennaio 2027 significa applicare le aliquote 2027, che saranno inferiori a quelle 2026. Su un intervento da 15.000 euro, la differenza è di circa 2.100 euro recuperati in meno. Se i lavori si chiudono a dicembre 2026, assicurati che anche i pagamenti siano completati entro il 31 dicembre.
Posso combinare Conto Termico 3.0 e detrazione fiscale per lo stesso intervento?
No. Per uno stesso intervento non si possono cumulare il Conto Termico 3.0 e le detrazioni fiscali. La scelta deve essere fatta prima di iniziare i lavori, anche perché i requisiti documentali e le procedure sono parzialmente diversi. Se non sai quale percorso conviene di più nella tua situazione, parlarne con il CAF prima di firmare il contratto con l’impresa installatrice può farti risparmiare errori costosi.
Cosa succede se dimentico di inviare i dati all’ENEA entro 90 giorni?
Se non trasmetti i dati all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, perdi il diritto alla detrazione fiscale per quell’intervento. In alcuni casi la normativa ha ammesso la regolarizzazione tardiva, ma non è una situazione da gestire da soli. È uno dei motivi per cui affidarsi a un CAF nella fase finale dei lavori — e non solo al momento del 730 — fa la differenza.
Note normative
Per chi vuole approfondire i riferimenti di legge: le aliquote Ecobonus 2026 e l’esclusione delle caldaie alimentate esclusivamente a gas derivano dall’attuazione della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di efficienza energetica. Il Bonus Ristrutturazioni è disciplinato dall’art. 16-bis del TUIR e prorogato con le stesse aliquote fino al 31 dicembre 2026, con riduzione prevista dal 2027 come da stessa L. 207/2024. Il Conto Termico 3.0 è regolato dal DM 16 febbraio 2016 (Ministero dello Sviluppo Economico) e successive modifiche; il gestore è il GSE (Gestore dei Servizi Energetici S.p.A.). Il limite di spesa Ecobonus per impianti di climatizzazione invernale è stabilito dall’art. 14 del D.L. 63/2013 e successive modifiche.
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