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Esenzione bollo auto 2026: chi non paga, chi paga meno e come ottenerla

1 giorno fa
Tempo di lettura: 7 min
bollo auto

Il bollo auto non è dovuto da tutti: esistono categorie ben definite di persone e di veicoli che hanno diritto all'esenzione totale o a una riduzione significativa. Nel 2026 le regole si sono parzialmente aggiornate, su chi paga, come si paga e su alcune situazioni specifiche che molti non conoscono. Questa guida elenca ogni caso di esenzione con i criteri esatti, i limiti tecnici e la procedura per richiederla.



Che cos'è il bollo auto e perché alcune persone non lo pagano?


Il bollo auto è una tassa che si paga ogni anno per il semplice fatto di possedere un veicolo intestato al Pubblico Registro Automobilistico. Non dipende da quanto si usa l'auto: la si guidi tutti i giorni o la si tenga in garage, il bollo si paga lo stesso. L'importo varia in base alla potenza del motore (espressa in kW) e alla categoria di emissioni del veicolo, ed è gestito dalle singole Regioni, che possono aggiungere agevolazioni proprie rispetto alla base nazionale.


Fanno eccezione alla gestione regionale solo il Friuli-Venezia Giulia e la Sardegna, dove la tassa automobilistica è gestita direttamente dall'Agenzia delle Entrate.

Le esenzioni esistono per due ragioni principali: tutela delle persone in situazioni di fragilità (disabilità o reddito basso) e incentivo all'utilizzo di veicoli meno inquinanti. Fuori da questi due filoni, l'esenzione riguarda i veicoli molto vecchi, considerati di interesse storico.



Chi ha diritto all'esenzione totale dal bollo auto nel 2026?


L'esenzione totale dal bollo auto 2026 — cioè zero euro da pagare — è riconosciuta a quattro categorie. Ogni categoria ha criteri precisi: non basta "avvicinarsi" ai requisiti, bisogna rispettarli in modo puntuale.


Persone con disabilità (tutele previste dalla legge sui diritti delle persone con handicap)


Le persone con disabilità riconosciuta, e in alcuni casi i loro familiari, non pagano il bollo auto su un veicolo. L'esenzione non è automatica: va richiesta ogni anno all'ufficio tributi della propria Regione.


Condizioni per ottenerla:

  • Il veicolo deve essere intestato alla persona con disabilità oppure a un familiare del quale il disabile risulta fiscalmente a carico (reddito annuo del disabile non superiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni)

  • L'esenzione si applica a un solo veicolo

  • Esistono limiti tecnici sul veicolo: cilindrata fino a 2.000 cc per le auto a benzina o ibride benzina; fino a 2.800 cc per le auto diesel o ibride diesel; potenza non superiore a 150 kW per le auto elettriche


Rientrano nell'esenzione i disabili con limitazioni motorie, visive, uditive o psichiche riconosciute. Non rientrano le invalidità generiche o le percentuali di invalidità basse che non danno accesso alle tutele previste dalla normativa specifica.

Documenti generalmente richiesti: verbale di riconoscimento della disabilità, carta di circolazione del veicolo, documento di identità, certificazione del reddito del disabile (per dimostrare la condizione di familiare a carico, se il veicolo è intestato al familiare).


Auto elettriche pure


Le auto alimentate esclusivamente a elettricità sono esenti dal bollo per i primi cinque anni dalla data di prima immatricolazione. L'esenzione parte dal mese di immatricolazione e si applica automaticamente: non serve fare domanda.


Dal sesto anno in poi la situazione cambia a seconda della Regione: nella maggior parte del territorio nazionale scatta un pagamento pari al 25% dell'importo ordinario previsto per un veicolo equivalente a benzina. In alcune Regioni l'esenzione è invece mantenuta anche oltre il quinquennio, in modo permanente.


Chi sta valutando l'acquisto di un'auto elettrica può quindi considerare l'esenzione dal bollo come un risparmio concreto per i primi cinque anni — un elemento che può incidere sul calcolo complessivo del costo di gestione.


Veicoli storici con più di trent'anni


Le auto con oltre 30 anni dalla data di costruzione — i cosiddetti veicoli storici ultratrentennali — non pagano il bollo ordinario, a patto che non siano utilizzati per attività professionali o d'impresa.


Attenzione però a un dettaglio: se il veicolo circola su strade pubbliche, è dovuta una tassa di circolazione forfettaria annuale, il cui importo varia leggermente tra le Regioni (orientativamente intorno ai 25-31 euro per gli autoveicoli).


Per i veicoli tra i 20 e i 29 anni di età che possiedono il certificato di rilevanza storica (rilasciato dai club storici riconosciuti e annotato sulla carta di circolazione), è prevista invece una riduzione del 50% sul bollo ordinario.


Veicoli destinati al soccorso, all'antincendio e al volontariato


I mezzi adibiti a soccorso, pronto intervento, vigili del fuoco o attività di volontariato istituzionalmente riconosciuto sono esenti dal bollo. Questa esenzione è di carattere tecnico-funzionale e non riguarda l'uso privato del veicolo.



Chi paga il bollo auto in misura ridotta?


Oltre alle esenzioni totali, esistono tre categorie che beneficiano di uno sconto sostanziale. In questi casi il bollo si paga, ma molto meno rispetto al costo ordinario.


Auto a metano o GPL (alimentazione esclusiva)

Le auto che circolano esclusivamente a metano o GPL — tecnicamente definite "monofuel" — pagano a livello nazionale il 25% del bollo previsto per un veicolo equivalente a benzina. Quindi una riduzione del 75%. La norma si applica a livello nazionale, senza variazioni tra le Regioni.


Auto ibride e plug-in


Le auto ibride godono di agevolazioni che variano considerevolmente da Regione a Regione. In linea generale, la maggior parte delle Regioni prevede un'esenzione per i primi tre anni dalla prima immatricolazione. Alcune Regioni estendono il beneficio fino a cinque o sei anni. Altre prevedono riduzioni percentuali invece dell'esenzione totale.


Prima di acquistare un'auto ibrida, vale la pena verificare le disposizioni specifiche della propria Regione per capire esattamente quale agevolazione si ottiene e per quanto tempo.



Le novità del bollo auto nel 2026: cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti?


Pagamento in un'unica soluzione per le auto nuove


Dal 1° gennaio 2026 le auto di nuova immatricolazione non possono più pagare il bollo in modo frazionato (mensile, trimestrale o semestrale). Chi immatricola un veicolo nuovo dal 2026 in poi deve versare la tassa in un'unica soluzione annuale, entro il mese successivo alla data di immatricolazione. La scadenza rimane poi fissa ogni anno. Per i veicoli già in circolazione prima del 2026, le regole di pagamento non cambiano.


Il fermo amministrativo non dà più diritto all'esenzione automatica


Fino al 2025, i veicoli sottoposti a fermo amministrativo erano spesso esonerati dal pagamento del bollo. Dal 2026 questo automatismo non vale più: anche chi ha l'auto sotto fermo è tenuto a versare la tassa automobilistica. Il possesso del veicolo — anche se non si può usarlo — è sufficiente per far scattare l'obbligo di pagamento.


Il superbollo rimane in vigore


Si parla periodicamente di abolire il cosiddetto superbollo, la sovrattassa applicata ai veicoli con potenza superiore a 185 kW (circa 252 cavalli). Nel 2026 non risultano modifiche: il superbollo è ancora attivo e si continua a pagare secondo le modalità attuali. Chi possiede un'auto di questo tipo non ha al momento alcuna agevolazione prevista dalla normativa nazionale.



Come funziona la procedura per richiedere l'esenzione?


Non tutte le esenzioni sono automatiche. Alcune si attivano da sole (come quella per le auto elettriche nel quinquennio), altre richiedono una richiesta formale. In quest'ultimo caso, il procedimento tipico è il seguente:


  1. Verificare di rientrare in uno dei casi di esenzione previsti (disabilità, veicolo storico, reddito basso dove la Regione lo prevede)

  2. Raccogliere la documentazione richiesta dalla propria Regione (certificati di disabilità, documentazione reddituale, carta di circolazione con annotazione di storicità, ecc.)

  3. Presentare domanda all'ufficio tributi della Regione di residenza o all'ente delegato alla gestione della tassa automobilistica

  4. Attendere il riconoscimento dell'esenzione, che nella maggior parte dei casi vale per l'anno in corso e va rinnovata negli anni successivi


Senza domanda formale, l'esenzione non viene applicata d'ufficio — anche se si ha pieno diritto a ottenerla. Questo è un errore frequente, soprattutto nella categoria delle persone con disabilità: chi non presenta domanda continua a ricevere l'avviso di pagamento e, se non paga, rischia sanzioni.


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FAQ — Domande frequenti sul bollo auto e le esenzioni


Chi non paga il bollo auto nel 2026?


Non pagano il bollo le persone con disabilità riconosciuta (su un veicolo che rispetta i limiti di cilindrata previsti), i proprietari di auto elettriche nei primi cinque anni di immatricolazione, i proprietari di veicoli storici con più di 30 anni non usati per attività professionale, e i proprietari di veicoli destinati al soccorso o all'antincendio.


L'esenzione per disabilità si ottiene automaticamente?


No. Va richiesta ogni anno all'ufficio tributi della propria Regione, allegando la documentazione che attesta la condizione di disabilità e, se il veicolo è intestato a un familiare, la documentazione che prova il vincolo di dipendenza fiscale.


Un'auto elettrica di sei anni paga il bollo?


Sì, nella maggior parte delle Regioni. Dal sesto anno in poi, le auto elettriche pagano il 25% del bollo ordinario. In alcune Regioni l'esenzione è prorogata in modo permanente: è necessario verificare le disposizioni della propria Regione.


Un'auto a metano o GPL ha uno sconto sul bollo?


Sì. Le auto alimentate esclusivamente a metano o GPL pagano il 25% del bollo previsto per un veicolo equivalente a benzina, con una riduzione del 75%. Questa norma è valida su tutto il territorio nazionale.


Il bollo si paga anche se l'auto è ferma in garage e non la uso?


Sì. Il bollo auto è una tassa di possesso, non di utilizzo. Finché il veicolo è intestato al proprietario nel Pubblico Registro Automobilistico, il bollo è dovuto indipendentemente dall'uso. L'unico modo per non pagarlo, se non si rientra nelle esenzioni, è procedere alla radiazione del veicolo o alla rottamazione.


Il bollo auto 2026 si può ancora pagare a rate?


Solo per le auto immatricolate prima del 1° gennaio 2026, che mantengono le regole precedenti. Per le nuove immatricolazioni del 2026, il pagamento deve essere effettuato in un'unica soluzione annuale.



Ecco cosa fare ora


Se sei esente dal bollo auto — o hai scoperto di averne diritto — il passo successivo è assicurarti di avere una polizza RC Auto adeguata: quella non si può evitare, ed è opportuno rinnovarla con attenzione per non pagare più del necessario. Richiedi un preventivo personalizzato al team DuePiù di GruppoPiù: analizziamo la tua situazione e ti proponiamo la copertura più adatta in 24 ore.


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Questo contenuto è stato elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ogni articolo viene revisionato, verificato e approvato dal team editoriale di GruppoPiù prima della pubblicazione.

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